Martedì, 15 Giugno 2021
Salute

'Su prevenzione conflitto di interessi del mercato della medicina' 'La prevenzione è una salvaguardia del nostro straordinario Ssn'

'50% malattie croniche e 70% tumori evitabili con corretti stili di vita'

'Su prevenzione conflitto di interessi del mercato della medicina' 'La prevenzione è una salvaguardia del nostro straordinario Ssn'

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Avere una vita lunga e in salute. L'ambizione di tutti è quasi sempre nelle nostre mani. A spiegare come raggiungere l'obiettivo è Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto Mario Negri, autore del libro 'Invecchiare bene', scritto con Ugo Lucca, responsabile del laboratorio di Neuropsichiatria Geriatrica dello stesso istituto e presentato in un evento online organizzato dall'Irccs Neuromed di Pozzilli.


"L'invecchiamento sostanzialmente dipende da tre fattori - sintetizza Garattini - il primo è dovuto alla genetica: nel nostro Dna ci sono scritte delle cose che possono accadere, come ad esempio la predisposizione a delle malattie che poi possono influire negativamente sulla qualità dell'invecchiamento. Il secondo sono gli stili di vita: mangiare sano, non fumare, non fare uso di droghe, limitare l'alcool, evitare la sedentarietà e il sovrappeso, dormire almeno 7 ore, fare attività fisica e intellettuale, ecc. Tutti fattori molto importanti - sottolinea Garattini - che la ricerca moderna ci ha rivelato avere la possibilità di modificare anche la parte genetica".


"Ci sono molti studi - rileva - che indicano come buoni stili di vita possano attenuare il peso che la genetica può avere su molte malattie e quindi sull'invecchiamento. Poi c'è il terzo fattore sul quale abbiamo poche possibilità di influire: gli incidenti che ci possono capitare. Ma è certo - assicura il medico - che statisticamente la possibilità di avere un buon invecchiamento è nelle nostre mani".


"Noi siamo tra i Paesi ai primi posti per la lunghezza della vita - ricorda Garattini - ma se andiamo a vedere la durata di vita sana, siamo al 15esimo posto perché abbiamo in media 6 anni per i maschi e 8 per le femmine in cattive condizioni di salute".


"Questo libro - scandisce l'autore - vuole dare un piccolo contributo al fatto che dobbiamo realizzare una specie di grande rivoluzione culturale che ha il nome di prevenzione. Cioè noi dovremmo in qualche modo anche come Servizio sanitario nazionale privilegiare la prevenzione perché è quello che conta: più del 50% delle malattie croniche (diabete, insufficienza cardiaca, renale, respiratoria) sono evitabili praticando dei corretti stili di vita. Il 70% dei tumori sono evitabili e abbiamo ancora 160mila morti all'anno in Italia per tumore. Ecco dove dobbiamo agire e dobbiamo agire in questo senso anche perché la prevenzione è una salvaguardia del nostro straordinario Ssn che deve essere sostenibile. Questo è l'argomento generale - sintetizza Garattini - che sottintende tutti i capitoli del libro".


"Privilegiare la prevenzione però - chiarisce il fondatore del Mario Negri - non è solo un elemento medico, i medici purtroppo spesso non sono un buon esempio perché fumano, bevono, sono obesi. Abbiamo bisogno del contributo di sociologi, antropologi, pubblicitari che riescano a trasmettere l'importanza della prevenzione per riuscire, alla fine, ad avere una buona qualità di vita".


Tuttavia, ammette il farmacologo, "non possiamo neanche nasconderci che la prevenzione ha un grosso conflitto di interessi che è quello del mercato della medicina. La medicina è un grande mercato, ha grandi interessi economici e se noi evitiamo il 50% delle malattie evitiamo anche il 50% dell'uso dei farmaci. Però il mercato per sua natura tende sempre ad espandersi, non accetta di ridursi, lo considera un fallimento. Se tutti smettessero di fumare dovremmo chiudere la maggior parte delle chirurgie toraciche perché avremmo molto meno tumori del polmone. Questo - spiega - è lo spirito del libro".


Un libro che affronta tutti i fattori che entrano in gioco nel determinare, per ciascuno di noi, come sarà la propria vecchiaia. Uno dei capitoli, quello dedicato all'alimentazione, è stato realizzato con la collaborazione del dipartimento di Epidemiologia e prevenzione del Neuromed.


"Quando parliamo di alimentazione in Italia parliamo di dieta mediterranea che non è soltanto un elenco di cibi - sottolinea Licia Iacoviello, direttore del dipartimento di Epidemiologia e prevenzione del Neuromed - ma è una filosofia di vita, una cultura che si tramanda che accanto a un certo tipo di alimentazione poneva anche uno stile conviviale in cui la socialità e la convivialità erano qualcosa di molto importante. Adottare questo stile di vita fin dalla prima infanzia è importante per garantirci una vita lunga ma ogni età è buona per iniziare ad adottare questo stile di vita. Aderire alla dieta mediterranea significa - conclude Iacoviello - vivere meglio sia dal punto di vista fisico che mentale".


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