Giovedì, 4 Marzo 2021

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Piera Aiello torna in Sicilia senza paura: la testimone di giustizia mostra il suo volto

Costretta a stare lontana dalla sua terra per 27 anni, la deputata del M5S e cognata di Rita Atria ha deciso di ricomporre il puzzle della sua vita, proprio da dove lo aveva lasciato, nel trapanese

Sorride e si guarda intorno, ancora frastornata dal suo nuovo modo di guardare e, soprattutto, di farsi guardare dal mondo. Piera Aiello, la testimone di giustizia cognata di Rita Atria e deputata del M5S fino a ieri senza volto, ha deciso di mostrarsi e abbandonare quel velo di paura che per troppi anni, 27, ha dovuto indossare lontano dalla sua terra. È atterrata nella sua Isola, la Sicilia, da dove fu costretta ad andare via nel luglio del 1991 dopo aver assistito all'uccisione del marito Nicolò, e lo ha fatto per la prima volta urlando al mondo la sua sete di giustizia e verità senza il timore di essere vista o fotografata.

Proprio qui la donna, che lo scorso 4 marzo è stata eletta deputata al Parlamento con poco meno di 80 mila preferenze, ha deciso di ricomporre i pezzi del suo puzzle. Lo ha fatto a Valderice, in piazza Cristo Re, nel trapanese, in occasione del 35° anniversario dell'assassinio del capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, dell'appuntato Giuseppe Bommarito, e del carabiniere Pietro Morici, per dimostrare al corpo la gratitudine per la sua vicinanza nel corso della sua vita.

"Da oggi - aveva scritto ieri sui social - ho bisogno del vostro supporto, del vostro aiuto, più di prima. La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni".

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