Venerdì, 24 Settembre 2021
Appello al Governo

La festa è finita, le Olimpiadi non sono state un affare: il mega buco di Tokyo

Preoccupano i numeri delle perdite annue che il Comune di Tokyo prevede di affrontare ora che i Giochi sono alle spalle

Meno 638 milioni di yen (poco meno di cinque milioni di euro) per il Tokyo Aquatic Center; meno 158 milioni di yen (oltre un milione di euro) per la struttura dedicata al canottaggio; meno 186 milioni di yen (quasi un milione e mezzo di euro) per il percorso dedicato alle canoe, meno 92 milioni di yen (poco più di 700mila euro euro) per lo stadio di Hokey; meno 11,7 milioni di yen (circa 90mila euro) per il campo degli sport relativi al tiro. L’unico per cui si prevede un attivo è la struttura con il campo da pallavolo per cui si prevede un attivo di quasi 3 milioni di euro. Ma a parte quest’ultimo, sono tutti qui i numeri delle perdite annue che il Comune di Tokyo prevede di affrontare ora che, terminati i festeggiamenti dei giochi olimpici, ci si affretta a fare i conti delle spese sostenute e il saldo che arriverà nel futuro prossimo. 

"Sostenere" si fa per dire perché il comune della capitale giapponese ha già detto di non avere il denaro per affrontare spese simili e si richiama al potere economico e finanziario del governo centrale, con il quale ci sarebbe stato un accordo per aiutare a coprire i deficit. Quando Tokyo ha presentato la sua candidatura nel 2013 in offerta per ospitare le Olimpiadi del 2020, una disposizione affermava che il governo metropolitano avrebbe coperto eventuali perdite subite dal comitato organizzatore, ma quella posizione non sarebbe vincolante. Dall’altra parte il Governo centrale avrebbe sempre detto di non essere intenzionato a coprire le spese perché il governo locale non avrebbe dovuto avere alcun problema a farlo da solo. Il fatto è che quando vennero stipulati questi accordi, non era stata prevista la pandemia da Covid. 

Non è un dettaglio perché in effetti, secondo quanto riportato proprio dagli esponenti politici nipponici, la quasi totalità del grande buco, sarebbe dovuta alla mancanza totale degli introiti che sarebbero dovuti entrare dal pagamento del prezzo dei biglietti di chi, in teorie, avrebbe fatto la fila per assister ai giochi. Invece Tokyo 2020 sarà ricordata come l’olimpiade con gli spalti vuoti per la pandemia da coronavirus. Un gap enorme che, unito alle già quasi fisiologiche perdite per impianti nati con l’idea di ospitare i Giochi e alle spese, anche queste mica da poco, per il rispetto delle normative anti  Covid da parte di tutti gli atleti e gli staff arrivati da ogni parte del globo, è diventato una vera bolla. 

Insomma lo scenario è cambiato ed è per questo che Tokyo confida nell’apertura di negoziati con il governo centrale sono, ora che il governo metropolitano è a corto di contanti per colpa di una pandemia che nessuno poteva prevedere. 

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