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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

Limite ai prelievi dai bancomat: tutto quello che c'è da sapere

Il grande fratello fiscale si fa sempre più pervasivo: in base all’articolo 7 Quater del Decreto Fiscale 193/2016 aumentano infatti i poteri di controllo del fisco sui prelievi di contante dal proprio conto corrente attraverso i bancomat. Si possono prelevare 1000 euro al giorno e 5000 al mese, oltre queste soglie potrà essere soggetto a controlli dell'Agenzia dell'Entrate, che potrebbero equiparare il prelievo eccedente a reddito imponibile e quindi tassarlo. Gli accertamenti scatteranno anche se la somma viene prelevata in più soluzioni durante. 

Non sarà dunque possibile aggirare il grande fratello fiscale frazionando il prelievo dell’importo di 1.000 euro giornalieri anziché prelevando tutta la somma in un’unica tranche (per i 5.000 euro mensili il frazionamento in più prelievi in diversi giorni è ovviamente inevitabile).

Prelievi superiori ai tetti dovranno essere giustificati: per evitare maggiori imposte e sanzioni occorrerà dimostrare perché si è prelevato in eccedenza e come sono stati utilizzati quei soldi. È consigliabile dunque conservare la relativa documentazione (fatture, scontrini e ricevute) da usare per l'eventuale contestazione del fisco, perché per prelievi oltre i tetti prefissati scatta di fatto una presunzione di somme in nero e dunque non sarà il fisco a dover dimostrare la colpa del correntista che preleva ma quest’ultimo a dimostrare di essere innocente.

I professionisti dovrebbero essere al riparo da sanzioni: a differenza di imprenditori, commercianti, artigiani e semplici risparmiatori, possono infatti fare affidamento su una sentenza della Corte Costituzionale che li mette al riparo dalla trasformazione dei prelievi eccedenti in redditi imponibili.

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