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Martedì, 17 Maggio 2022

Quando e quanto si può avere in anticipo sul TFR

L’anticipo del trattamento di fine rapporto è un canale per far fronte a un’esigenza di liquidità disciplinata dall’articolo 2120 del Codice Civile, comma 8, che stabilisce, in sintesi, che un lavoratore per richiedere l’anticipo di una somma tratta dalla liquidazione deve avere prestato almeno 8 anni di servizio presso la stessa azienda e datore di lavoro.

L’anticipo del TFR può essere chiesto una sola volta per una quota massima del 70% di quanto accantonato fino al momento della richiesta. La legge precisa peraltro che le richieste devono essere soddisfatte entro i limiti del 10% di chi appunto ne ha diritto e per non oltre il 4% dei dipendenti totali dell’azienda.

L’anticipo del TFR può essere chiesto in 5 casi precisi mentre per i tempi di presentazione della richiesta occorre tenere conto anche del contratto collettivo di lavoro cui si soggiace. I 5 casi in cui si può chiedere l’anticipo (fatta salva la facoltà del datore di lavoro di accordarlo anche in altre ipotesi) sono, in ordine di importanza:

  • spese sanitarie per interventi straordinari riconosciuti dalle strutture sanitarie pubbliche o private;
  • acquisto della prima casa per sé e per i figli, se si è in comunione dei beni la spesa può essere sostenuta anche dal coniuge;
  • ristrutturazione della prima casa, per sé o per i figli;
  • spese sostenute in caso di congedo facoltativo per maternità, dal momento che la lavoratrice percepisce un reddito ridotto al 30%;
  • spese durante i congedi per la formazione extralavorativa o per la formazione continua.
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