Sabato, 27 Febbraio 2021

Si vede il marsupio? Sì, purtroppo (o per fortuna): perché il ‘belt bag’ va indossato con attenzione

Il feticcio nato per essere portato ad altezza girovita è tornato prepotentemente di moda, ma il rischio di portarlo male c'è. E va scongiurato

foto da Instagram #beltbag

Ora che l’avvento degli hashtag impone l’utilizzo degli inglesismi utili per diffondere tendenze, la borsetta nata per cingere il girovita e liberare mani e braccia dall’incombenza di reggerla si chiama ‘belt bag’.

Ma prima dei social e delle fashion blogger, quando intorno agli anni Ottanta l’accessorio ispirato alla protuberanza di alcuni mammiferi iniziò a farsi largo come alternativa alla tracolla, la sacca portata ad altezza ventre aveva il nome rassicurante e un po’ bruttino di ‘marsupio’.

E c’è poco da fare i ‘giovani’ con alternative linguistiche che ingentiliscano un feticcio che bello-bello non è mai stato: marsupio era e marsupio resta la sporta che adesso, anno 2018, è tornata prepotentemente in auge nella cerchia di quel tipo di abbigliamento che, una volta scelto, concede all’indossatore il diritto di sentirsi naturalmente parte di una specie di figaggine contemporanea.

Per carità, oggi nessuno degli esemplari di marsupio in circolazione potrebbe mai evocare l’indole tamarra di quel Pierre di Panariello-memoria, avventore della discoteca "Kitikaka”  di Orbetello che con lo slogan "si vede il marsupio???"  contribuì manco poco alla sgraziataggine del sopra ‘pacco’.

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(Giorgio Panariello nei panni del personaggio Pierre)

Ma, il fatto di vederlo indossato da personaggi del calibro di Chiara Ferragni e Sarah Jessica Parker e proposto sulle passerelle di Prada, Gucci e Chanel, non deve e non può essere il pretesto per farne un uso sconsiderato anche in contesti inopportuni.

Belt bag, quando e come usarlo

- Evitare l’effetto ‘hostess’. Se proprio non si riesce a resistere al fascino del marsupio e lo si vuole sfoggiare per com’è stato concepito, ovvero portato in vita, è meglio circoscrivere l’evenienza alle situazioni che davvero richiedono la libertà di mani e braccia, come una serata in discoteca o un concerto musicale. Da considerare, infatti, che il rischio che durante una festa si possa essere scambiate per hostess addette all’accoglienza è molto alto se lo si porta abbinato a un tailleur.

- Solo con abbigliamento sportivo. Va bene che tutte le più grandi griffe nazionali e internazionali lo realizzano in ogni materiale, forma e colore a cifre esorbitanti che in poche si possono permettere, ma il prestigio di un logo su un accessorio non va mai considerato come giustificazione a un assemblaggio di cose che oggettivamente resta inguardabile. Per quanto di pelle, velluto e altri materiali preziosi, il marsupio nasce da un’esigenza di praticità e, come tale, va indossato con un abbigliamento sportivo, senza eccezioni.

- Indossato nella variante ‘tracolla’. Proprio perché versatile, il marsupio può anche essere indossato come una qualsiasi borsa, dunque al braccio o a tracolla. Bene: se si opta per questa variante, il consiglio è di non ostentarlo a mo’ di scudo davanti al petto manco fosse una medaglia al valore di chissà quale impresa. Se è di marca e quel logo pagato anche a colpi di comode rate mensili, non è certo quello il modo giusto per farlo notare: sobrietà e moderazione non passano mai di moda. E il loro valore non ha zeri che lo possano misurare. 

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