Domenica, 18 Aprile 2021
Palermo

Almaviva, il popolo dei call center scende in piazza: "Di Maio dove sei?"

Un lungo corteo per le strade di Palermo è stato organizzato per protestare contro l'annuncio di 1.600 esuberi da parte dell'azienda. Il sindaco Orlando: ''Occorre un tavolo nazionale''

I lavoratori Almaviva in piazza a Palermo (Foto da PalermoToday)

Tornano a protestare in piazza i lavoratori del call center Almaviva, che questa mattina hanno bloccato piazza Indipendenza, a Palermo, mandando in tilt il traffico davanti alla Presidenza della Regione Siciliana. La protesta nasce dopo l'annuncio di 1.600 esuberi a Palermo da parte dell'azienda. Il lungo corteo partito da piazza Verdi e diretto a Palazzo D'Orleans, è stato indetto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc, per chiedere un incontro con la presidenza della Regione per l'apertura di un tavolo dedicato sia regionale che ministeriale. Presenti alla manifestazione anche il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore comunale al Lavoro Giovanna Marano.

“Non voglio neanche pensare – ha dichiarato Orlando - a cosa possa succedere ed è la ragione per la quale noi oggi siamo qui in piazza, insieme ai lavoratori, per dire che Palermo è una città di riferimento in Italia nel settore dei call center. Non si può consentire, nell'indifferenza degli organi regionali e nazionali, che questo accada. Abbiamo chiesto l’intervento forte da parte del governo nazionale e ci auguriamo che anche la Regione sia accanto a noi nel formulare questa richiesta, perché occorre fare un tavolo nazionale sulla vertenza di Palermo”.

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Cgil: “Non si possono perdere 1.600 posti di lavoro”

“Se l'azienda vuole fare sul serio, noi faremo sul serio più di loro – ha detto il segretario Cgil Palermo Enzo Campo – Palermo non si può assolutamente permettere di perdere 1.600 posti di lavoro, persone che hanno fatto tanti sacrifici in questi anni e hanno perso parte del loro salario perché hanno investito in questo lavoro.  Abbiamo fatto tanti accordi in questo anni, alcuni li abbiamo firmati anche noi come Cgil, altri non li abbiamo firmati. Sono state rispettate tutte le parti nelle quali l'azienda ha preso dai lavoratori. Nel momento in cui l'azienda avrebbe dovuto dare qualcosa, ecco che arrivano le lettere di licenziamento. Noi questo non lo tollereremo. Siamo qui assieme alle lavoratrici e ai lavoratori del call center Almaviva – aggiunge Campo - e nei prossimi giorni faremo partecipare anche le altre categorie, assieme a Cgil, Cisl e Uil, perché questa non è solo la vertenza di Almaviva ma è la vertenza del lavoro, della quantità di lavoro, del valore del lavoro e del valore del lavoro come elemento di emancipazione sociale. Palermo questa battaglia non la potrà perdere e la Cgil sarà sempre alla testa del movimento in difesa dei posti di lavoro”.

Chinnici (Pd): “Il Governo si dia una svegliata”

"Il governo nazionale si dia una svegliata: 1600 lavoratori Almaviva hanno bisogno di risposte certe e nell'immediato. Palermo - ha affermato il capogruppo del Pd al consiglio comunale di Palermo, Dario Chinnici, presente alla manifestazione - non può permettersi di perdere un capitale umano così importante e il Partito Democratico, ancora una volta, oggi è sceso in piazza al fianco dei lavoratori nel silenzio assordante del ministro Di Maio, troppo occupato a litigare con Salvini per occuparsi delle emergenze siciliane". 

Cisl: “Siamo ad un punto cruciale”

"Perdere 1600 posti di lavoro sarebbe per la città di Palermo una vera e propria piaga sociale, bisogna fare di tutto affinché Almaviva non proceda con gli esuberi dichiarati. Siamo a fianco dei lavoratori e rilanciamo il loro appello affinché intervengano subito i governi regionale e nazionale". Cosi Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani, nel giorno del sit in di protesta dei lavoratori di Almaviva Palermo. "La città non solo non può perdere tutti questi posti di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito la loro vita in Almaviva e che adesso nella nostra terra non avrebbero alternative - aggiunge - ma non può veder morire un settore, quello dei call center, che in passato l'ha vista protagonista a livello nazionale come sede scelta da diverse aziende. Siamo ad un punto cruciale della vertenza in cui si decidono le sorti del sito di Palermo. Si intervenga subito. Il governo nazionale convochi il tavolo ministeriale per ridare una speranza a tutte queste famiglie".

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