Coronavirus, autunno ''nero'' per commercio e turismo: 90mila imprese a rischio

L'allarme lanciato da Confesercenti: ''Possibilità sempre più concreta, anche ci proverà a resistere dovrà ridurre il personale''. L'Onu: ''A livello globale 120 milioni di lavoratori a rischio nel turismo''

Foto di repertorio

Quello che sta per arrivare potrebbe essere un autunno nero per commercio e turismo: ci sono circa 90mila imprese che rischiano la chiusura nei prossimi mesi, anche in assenza di nuovi lockdown. Una delle conseguenze dell'emergenza coronavirus, che si andrà a riflettere sia sul lavoro autonomo che dipendente: tra le attività che proveranno a resistere, infatti, quattro su dieci segnalano la necessità di ridurre il personale.

Coronavirus, a rischio 90mila imprese tra commercio e turismo

A lanciare l'allarme è Confesercenti, che riporta i dati di un sondaggio condotto tra le imprese con Swg: ''La possibilità di un autunno nero, sul fronte del lavoro autonomo e dipendente, è sempre più concreta – spiega  il presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise - Il timore di nuovi blocchi dell'attività, a seguito dell'incremento di contagi, aumenta ancora di più l'incertezza degli operatori economici. Molte imprese, travolte dall'anno più difficile di sempre ed impossibilitate a ristrutturare l'attività a causa del blocco dei licenziamenti, non vedono altra via d'uscita che chiudere. Una prospettiva che dobbiamo assolutamente scongiurare''.

''Serve uno scatto in avanti'', afferma De Luise. I provvedimenti presi fino ad ora ''hanno aiutato ad attutire il colpo, ma serve una diversa prospettiva: dobbiamo passare da un'ottica di emergenza ad una di rilancio. Abbiamo bisogno di una grande accordo tra governo e parti sociali, in primo luogo associazioni datoriali, per mettere urgentemente in campo le due riforme che il nostro paese ha sempre rimandato, e che oggi sono necessarie più che mai: quella del sistema fiscale e quella del lavoro''.

Il governo, secondo il presidente, ''è impegnato sulla prima. Bene, ma non basta pensare a recuperare l'evasione. Serve un sistema impositivo più leggero e flessibile, per accompagnare una crisi che si preannuncia diversa da tutte le precedenti". Anche sul lavoro ''occorre intervenire al più presto: impedire semplicemente i licenziamenti non risolverà il problema, anzi. Le imprese hanno bisogno di ristrutturarsi per rispondere all'emergenza: in questo quadro, cristallizzare attività che non funzionano più rischia solamente di peggiorare una situazione già esplosiva. Il lavoro va tutelato tutto, non solo quello dipendente. La conversione del dl agosto è la prima occasione utile per dare risposte a chi fino ad ora non le ha avute: non manchiamola".

Crisi turismo, problema globale: a rischio 120 milioni di posti

Il turismo è senza dubbio il comparto maggiormente colpiti dalla crisi dovuta all'epidemia, un problema che non riguarda soltanto l'Italia, ma il mondo intero. Secondo Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ''circa 120 milioni di posti di lavoro nel turismo sono a rischio a livello globale a causa della pandemia di Covid-19''. 

"Nei primi cinque mesi di quest'anno, gli arrivi di turisti internazionali sono diminuiti di oltre la metà e circa 320 miliardi di dollari di esportazioni dal turismo sono andati persi", ha spiegato Guterres. "Nel complesso, sono a rischio circa 120 milioni di posti di lavoro diretti nel turismo". Con le società in isolamento, i voli a terra e le frontiere chiuse in molte parti del mondo, Guterres ha spiegato che i Paesi in via di sviluppo sono stati particolarmente colpiti, anche in Africa.

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"Il calo delle entrate ha portato ad un aumento del bracconaggio e della distruzione dell'habitat nelle aree protette e nei dintorni, e la chiusura di molti siti patrimonio dell'umanità ha privato le comunità di mezzi di sussistenza vitali", ha aggiunto il Segretario dell'Onu. Ha anche avuto un effetto negativo sulle donne, sulle comunità rurali e sulle popolazioni indigene, ha affermato, sottolineando l'importanza di ricostruire il settore del turismo, che dà lavoro a una persona su 10 in tutto il mondo. Guterres ha citato cinque aree chiave, tra cui la mitigazione degli impatti socio-economici della pandemia e il sostegno alla crescita verde, come modi per promuovere la ripresa del settore.

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