rotate-mobile
Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Urgenze

Decreto Aiuti ad agosto: si farà lo stesso, a chi vanno i soldi

Un esecutivo dimissionario rimane in carica solo per l'ordinaria amministrazione ma può emanare decreti legge. L'inflazione sta colpendo duramente, e le misure da prorogare sono numerose: sconti sulle bollette e crediti di imposta per le imprese in primis. In ogni caso sarà un provvedimento "light", e c'è il rebus benzina tutto da risolvere

Il naufragio (imprevedibile fino a pochi giorni fa) del governo Draghi congela o affossa importanti dossier economici e mette una seria ipoteca sulla prossima sessione di bilancio che si apre tra poco più di un mese con il varo della Nadef, la Nota di aggiornamento del Def. Il rischio dell'esercizio provvisorio è più concreto che mai (qui in sintesi cosa succederà nelle prossime settimane). Il nuovo decreto Aiuti si farà in ogni caso e varrà circa 10 miliardi, dovrebbe essere definito nei primi giorni di agosto. I soldi per metterlo a punto ci sono: l'assestamento di bilancio calcola 23,4 miliardi di entrate aggiuntive (18 miliardi quelle tributarie) rispetto alle previsioni del Def. Un governo dimissionario rimane in carica solo per l’ordinaria amministrazione ma può sempre e comunque emanare decreti legge, anche schemi di decreti legislativi e assolvere gli obblighi comunitari, pur se con poteri spuntati. L'inflazione sta colpendo duramente, e le misure da prorogare sono numerose: sconti sulle bollette, crediti di imposta per le imprese in primis. L'obiettivo è dare una boccata d'ossigeno alle famiglie a reddito basso e alle aziende che fanno più uso di gas nella produzione. Ci sono ampiamente quelle condizioni di necessità ed urgenza per un decreto legge, anche con un governo limitato nella sua azione.

Il parlamento, seppur sciolto resta "attivo" per approvare i decreti. Non è chiaro però al momento se nel decreto aiuti verrà trovato spazio anche per un'ulteriore proroga al taglio di 30 centesimi sulle accise dei carburanti, allungato già dal 2 al 21 agosto. Di proroga in proroga si arriverà a coprire tutto il tempo che manca fino all'insediamento di un nuovo governo? Ci sono lunghi mesi davanti, e procedere con proroghe trisettimanali è complicato. Gli sconti da circa 30 centesimi al litro su benzina e gasolio scadrebbero, ora come ora, la settimana dopo Ferragosto. Impensabile che nel cuore dell'esodo estivo si vada verso una stangata ai distributori così marcata ed evidente. Il decreto anti-rincari ha già tutte le risorse che servono per essere finanziato, non serve quello scostamento di bilancio invocato soprattutto da Lega e M5s. Non sarà però molto ambizioso, potrebbe essere dunque limitato alla proroga degli sconti fiscali esistenti o appena scaduti come i crediti d’imposta per imprese energivore e gasivore, piccole imprese e, in qualche modo, carburanti. Per interventi più decisi, impattanti e ambiziosi (ad esempio nuovi "bonus 200 euro" per i lavoratori, i disoccupati e i pensionati, oppure l'innalzamento delle soglie del bonus sociale per le bollette) serve un’intesa tutta da costruire, e pensare che lo si possa fare in questa situazione, con una maggioranza spappolata e un premier ormai fuori dai giochi, è fantapolitica.

Nei futuri manuali di storia politica italiana, a proposito di "decreto Aiuti", non resterà certo il provvedimento in arrivo tra un paio di settimane. Bensì, il primo "decreto Aiuti", l'originale, quello su cui il Movimento 5 stelle non ha votato la fiducia, creando quel piano inclinato che ha trovato la sua conclusione con i fatti di ieri in Senato e con la fine del governo Draghi. Va segnalato inoltre che nel patto proposto da Draghi era presente l’impegno ad approvare il Ddl concorrenza 2021 in Parlamento prima della pausa agostana, in modo che ci fosse tutto il tempo di emanare i decreti delegati entro l’anno come pattuito con la Ue nel Pnrr. Ovviamente non se ne farà nulla. Pure il Ddl governativo, attualmente approvato solo in prima lettura al Senato, si arena e nella prossima legislatura non potrà riprendere il cammino da dove si è fermato. Bisognerà ripresentare un nuovo testo. Si ferma a questo punto anche il lavoro sul Ddl concorrenza 2022, che il governo avrebbe dovuto presentare in Parlamento già entro giugno. Ieri al Senato Draghi ha rivendicato le misure del Ddl sulle concessioni balneari così come quelle sui taxi. Sull'articolo 10 che riguarda i tassisti, che ha fin qui bloccato il Ddl alla Camera, il premier era stato molto netto: "Ora c’è bisogno di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo – non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di governo", con riferimento agli scioperi selvaggi dei tassisti e ai loro presidi davanti ai palazzi govenativi.

Sul fronte economico c'è una crisi energetica che potrebbe mettere in serie difficoltà il sistema produttivo e le famiglie già in autunno, e un'inflazione crescente con un spread che sta salendo e porta a un rincaro dei mutui, che alla fine va a pesare soprattutto sulle famiglie più in difficoltà. Non il migliore dei viatici verso la nuova legislatura.

Draghi, game over: quando si vota e cosa succede nelle prossime settimane

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Decreto Aiuti ad agosto: si farà lo stesso, a chi vanno i soldi

Today è in caricamento