Lunedì, 12 Aprile 2021

Tv, frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie: cos'è questa storia che dal 1° marzo c'è il diritto alla riparazione

Le nuove norme dell'Ue obbligano i produttori a mettere a disposizione dei riparatori una serie di pezzi essenziali per almeno 7-10 anni dall'immissione sul mercato. E debutta anche la nuova etichetta energetica (foto)

Foto di repertorio ANSA

A partire dal 1° marzo, all'interno dei Paesi Ue, sono entrate in vigore una serie di norme in materia di progettazione ecocompatibile, in particolare riguardanti il diritto dei consumatori di riparare i prodotti e di sostenere l'economia circolare. In questo senso i produttori saranno obbligati a tenere a disposizione sia dei consumatori che dei riparatori professionali dei pezzi di ricambio affinché chi ha acquistato un certo elettrodomestico possa ripararlo senza essere obbligato a comprarne uno nuovo. 

Che cosa cambia in concreto per i consumatori? Come si legge in un comunicato della commissione europea, "i fabbricanti o gli importatori saranno ora obbligati a mettere a disposizione dei riparatori professionisti una serie di pezzi essenziali (motori e spazzole per motori, pompe, ammortizzatori e molle, cestelli di lavaggio ecc.) per almeno 7-10 anni dall'immissione sul mercato dell'UE dell'ultima unità di un modello".

Anche per gli utilizzatori finali, ovvero i consumatori, "i fabbricanti devono mettere a disposizione alcuni pezzi di ricambio per diversi anni dopo che un prodotto è stato ritirato dal mercato - prodotti quali porte o cerniere e sigilli che sono compatibili con il 'fai da te'. Il tempo massimo di consegna per tutti questi pezzi è di 15 giorni lavorativi dall'ordine".

Il diritto alla riparazione non vale però per tutti i dispositivi: come spiega l'associazione Right to repair sono stati inclusi lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e display (compresi i televisori), ma non (ancora) smartphone e computer portatili.

L'obiettivo dichiarato dell'Ue è quello di contrastare l'obsolescenza programmata e fare un passo in avanti verso l'economia circolare ed ecosostenibile. 

Le nuove etichette energetiche sugli elettrodomestici

Oltre al diritto alla riparabilità, dal 1° marzo è diventata applicabile in tutti i negozi e in tutti i punti vendita online una nuova versione della famosa etichetta energetica UE. "Le nuove etichette - si legge nella nota della commissione europea - si applicheranno inizialmente a quattro categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici, televisori (e altri monitor esterni)". Il 1º settembre usciranno invece le nuove etichette per lampadine e lampade con sorgenti luminose fisse, mentre altri prodotti seguiranno nei prossimi anni.

nuove etichette energetiche-2

L’obiettivo principale di questo cambiamento - spiega EuropaToday - è quello di permettere a sempre più prodotti di essere etichettati come efficienti e sostenibili. Un’ulteriore modifica riguarda la scala di efficienza, che sarà trasformata per renderla più semplice, con le lettere dalla A alla G, ma più rigorosa. La nuova progettazione della scala dovrà fare in modo da lasciare spazio agli elettrodomestici attualmente sul mercato che sono più efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre, le nuove etichette conterranno un codice Qr che consentirà ai consumatori di trovare maggiori dettagli sui prodotti tramite l’accesso a una banca dati europea, il Registro europeo dei prodotti per l’etichettaura energetica. Anche il layout sarà diverso, con icone più chiare e moderne. Kadri Simson, commissario per l'Energia, ha dichiarato: "L'etichetta energetica originale ha avuto molto successo. Ha permesso alle famiglie europee di risparmiare diverse centinaia di euro l'anno e ha motivato le aziende a investire in ricerca e sviluppo".

Simson ha spiegato che il nuovo sistema “sarà più chiaro per i consumatori e garantirà che le imprese continuino a innovare e a offrire prodotti ancora più efficienti". Secondo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Chiara Gemma queste nuove etichette "non sono solo una guida per risparmiare energia e denaro; alcune forniscono anche informazioni sull'impatto ambientale dei prodotti". La deputata ha inoltre aggiunto: "Siamo orgogliosi di questo nuovo provvedimento, approvato nella scorsa legislatura, che porta la firma del Movimento 5 Stelle con il prezioso lavoro dell’ex eurodeputato Dario Tamburrano. Il regolamento dimostra l’efficacia della nostra azione politica per una vera transizione ambientale e una efficace tutela dei consumatori".

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