Martedì, 21 Settembre 2021
Pubblica amministrazione

Domicilio digitale, raccomandate e multe ci arriveranno per email

La rivoluzione partirà a breve, forse già dalla prossima primavera 2018. Tutti i cittadini potranno chiedere un indirizzo on line attraverso il quale comunicare con la Pubblica Amministrazione. Le cose da sapere

Immagine d'archivio

Addio raccomandate, arriva il domicilio digitale. A breve tutti i cittadini italiani potranno chiedere un indirizzo elettronico certificato attraverso il quale comunicare con la Pubblica Amministrazione. Per intenderci: nel domicilio digitale arriveranno tutte quelle comunicazioni che fino ad oggi viaggiano tramite posta. E dunque raccomandate, multe, atti giudiziari e via dicendo. Il progetto è da tempo sul campo ma adesso il governo sta stringendo i tempi. Secondo la Stampa il lancio della nuova piattaforma avverrà già a primavera 2018.

Arriva il domicilio digitale: ecco cos'è

In buona sostanza tra qualche mese chi vorrà (la legge non prevede nessun obbligo) potrà scegliere un indirizzo di posta elettronica certificata, in cui ricevere anche ogni comunicazione avente valore legale della PA. Come dire: le brutte notizie arriveranno lo stesso, ma se non altro eviteremo perdite di tempo ed estenuanti file negli uffici pubblici. 

Il codice dell'amministrazione digitale

Insomma, tutto potrà essere gestito dal nostro pc/smartphone/tablet. Oggi professionisti e imprese dispongono già di un domicilio digitale, ma nel volgere di qualche mese la rivoluzione potrebbe toccare tutti. Il Codice dell’amministrazione digitale è stato infatti approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Il Decreto Madia si prefigge, tra le altre cose, di rafforzare i concetti di identità e domicilio digitale, di migliorare la fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, e di promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni.

Leggi anche: "Domicilio digitale e il rischio marketing selvaggio"

Guido Scorza, responsabile Affari regolamentari del Team per la Trasformazione Digitale della presidenza del Consiglio, ha spiegato al Secolo XIX che "sarà creato un registro dei domicili digitali delle persone fisiche da parte di Infocamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane, dove singoli cittadini potranno andare, registrarsi e inserire il loro indirizzo di posta certificata". A quel punto la PA sarà tenuta ad adeguarsi e "se sei una pubblica amministrazione dovrai scrivere a quell'indirizzo. E gli indirizzi dovranno essere usati solo per questo scopo".

Domicilio digitale: quanto risparmia lo Stato

L'obiettivo del Governo è quello di azzerare le spese postali, un risparmio stimato in 250 milioni di euro l'anno. Grazie al nuovo indirizzo via Internet infatti la pubblica amministrazione non dovrà più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei. Di contro la nuova infrastruttura tecnologica avrà un costo di "circa 200mila euro per il 2018 e il 2019" per le attività di manutenzione ed erogazione del servizio.

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