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Martedì, 16 Aprile 2024
Requisiti e paletti

Mutui agevolati per la prima casa, arriva la proroga: chi può fare domanda

Il termine per le richieste slitta al 30 giugno. A chi è rivolta la misura e cosa prevede

Ci sarà più tempo per accedere agli sgravi previsti dal Fondo di garanzia prima casa per i mutui. Un emendamento al decreto legge Milleproroghe proroga infatti dal 30 marzo al 30 giugno 2023 i tempi per la presentazione delle domande. Il beneficio è rivolto alle giovani coppie (dove almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni), ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori e ai giovani di età inferiore ai 36 anni. 

Per potere beneficiarie del mutuo garantito dallo Stato è però necessario che l'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) non superi i 40mila euro annui. Il richiedente, alla data di presentazione della domanda di mutuo, "non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo", si legge sul sito del ministero dell'Economia, "salvo quelli acquistati per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli".

Il mutuo ipotecario può essere concesso dalle banche che hanno aderito all’iniziativa in base al protocollo di intesa sottoscritto tra ministero dell’Economia e Abi. L'importo del prestito però non può essere di importo superiore a 250 mila euro e l'immobile acquistato non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Con il decreto Sostegno bis è stata prevista la possibilità di richiedere l’innalzamento della garanzia all’80% per tutti coloro che "rientrando nelle categorie prioritarie" hanno un Isee non superiore a 40 mila euro annui "e richiedono un mutuo superiore all’80% del prezzo d’acquisto dell’immobile, comprensivo di oneri accessori". 

In sostanza dunque chi procede all'acquisto della prima casa può accedere al "Fondo di garanzia sui mutui", ottenendo un prestito dalla banca - pari all'80% del prezzo dell'immobile - garantito dallo Stato. Nel dettaglio, per chi compra da un privato, il decreto prevede l'esenzione dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali. Restano tuttavia da pagare l'imposta di bollo, le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali. 

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