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Lunedì, 29 Novembre 2021
Soldi

Chi si ritroverà 900 euro netti in più sul conto corrente a fine 2022

L'Irpef passa dalle 5 aliquote attuali a 4: cosa cambia in concreto

Degli otto miliardi che il disegno di legge di bilancio ora all’esame del Senato ha stanziato nel fondo taglia tasse, ben 7 saranno assorbiti dalla nuova curva dell’Irpef. Chi avrà qualche soldo in più in busta paga o sull'assegno delle pensioni nel 2022? Cambia l'Irpef, che passa dalle 5 aliquote attuali a 4, con la cancellazione del prelievo al 41%, e il conseguente l'allargamento della platea dell'ultimo scaglione, che partirà dal 55.000 euro, su cui sarà applicata un'imposizione del 43%. Sale da 6 a 7 miliardi il plafond per modificare l'Irpef, che andranno alla riduzione delle due aliquote che vengono applicate ai redditi dai 15.000 ai 55.000 euro, che al 27% e 38% passano rispettivamente al 25% e 35%.

Il taglio delle tasse nel 2022

La decisione di intervenire sull'imposta per le persone fisiche, e non sul cuneo fiscale come chiesto da più parti, avrà un impatto su un numero maggiore di contribuenti. In questo modo, infatti, si agisce su tutti coloro che versano l'Irpef e che invece sarebbero stati esclusi dalla riduzione del costo del lavoro che avrebbe lasciato fuori dal taglio delle tasse alcune categorie, come ad esempio i pensionati. Per 'compensare' chi in teoria dovrebbe pagare di più (i redditi tra 55.000 e 75.000 euro) sono stati annunciate anche delle piccole modifiche sulla no tax area. I prossimi passaggi prevedono un nuovo incontro al Mef tra il ministro dell'Economia ed i rappresentati delle forze di maggioranza, che dovranno chiudere l'intesa. Che poi sarà tradotta in un emendamento alla legge di bilancio 2022.

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La nuova curva delle detrazioni assorbe (cancella) il bonus Renzi-Gualtieri e assicura vantaggi a tutte le fasce di reddito. Ci sono punte di risparmio fra i 35 e i 55mila euro lordi annui, e addio all’Irap per 890mila ditte individuali e professionisti (tutti) e 11mila start up innovative. Non è stata ancora esclusa definitivamente l’ipotesi della maxi-deduzione, che resta in campo. La decisione finale sarà del premier Mario Draghi.

La nuova scala delle aliquote prevede il 23% fino a 15mila, come ora, il 25% fino a 28mila, il 35% fino a 50mila e il 43% per i redditi superiori. Da 50mila euro in su, quindi, l’aliquota legale cresce rispetto a oggi. "Ma non è questo il punto - scrive oggi il Sole 24 Ore - Il risultato rilevante per i conti dei contribuenti, infatti, è dato dall’imposta netta, che scende per tutti per effetto della nuova curva delle detrazioni, che eliminerà anche gli attuali salti di imposizione effettiva come chiesto dal documento delle commissioni Finanze delle Camere. In questo modo, la scelta soddisfa tutti anche sul piano politico".

Il 75% del taglio Irpef si concentra sul secondo e sul terzo degli scaglioni attuali, che riuniscono il 50% dei contribuenti (21 milioni) con dichiarazioni fra 15mila e 55mila euro. Dal punto di vista delle tipologie di reddito, dipendenti e pensionati sono protagonisti con il 95% dello sgravio.

Chi pagherà meno tasse

In soldoni l’imposta da pagare scende in modo drastico per le fasce di reddito più basse, fino a 8mila euro lordi annui, che però di fatto sono già quasi escluse dall’Irpef per effetto della No Tax Area. La riduzione reale più consistente si incontra fra i redditi medi: fra 40 e 45mila euro di reddito lordo annuo il risparmio medio rispetto a quanto si paga con le regole attuali arriva al 6,4%, con una punta del 7,5% per i dipendenti e uno sconto del 3,9% per gli autonomi (4,2% per i pensionati). Appena sotto, fra 35mila e 40mila euro di reddito, il risparmio è del 5,2% per i dipendenti e del 3,1% per gli autonomi, e si attesta al 3,5% nel caso dei pensionati. Sopra, fra 45mila e 50mila euro, il taglio vale il 5,5% dell’imposta netta per i lavoratori dipendenti, il 4,6% per i pensionati e il 4,3% per gli autonomi. Per i contribuenti dell’attuale terzo scaglione la riduzione d’imposta può superare i 700 euro all’anno.

Un chiarimento necessario: l'Irpef è un’imposta progressiva a scaglioni. Questo significa che cresce al crescere del reddito, ma ogni aliquota si applica solo sulla parte di reddito che eccede dallo scaglione precedente. Ecco perché tagliare di cinque punti le aliquote centrali beneficia non solo quanti ricadono in quegli scaglioni ma anche chi sta sopra. In altre parole, se l’aliquota del 27% passa al 25%, il vantaggio è di sicuro per chi sta tra 15 mila e 28 mila euro, ma anche per chi sta sopra questa fascia.

La proposta del governo, accettata dai partiti di maggioranza, vale 7 miliardi. L’Irpef del 2022 sarà quindi più bassa di 7 miliardi, distribuiti tra lavoratori - dipendenti e autonomi che non scelgono la flat tax - e pensionati. Il caso che riguarda i redditi tra 50 mila e 55 mila euro ha fatto discutere. La vecchia Irpef tassava questo segmento di reddito al 38%. Ora si passa al 43%. Ci rimettono? No, a conti fatti, perché questi contribuenti si assicurano comunque il taglio dei cinque punti negli scaglioni precedenti che riequilibra la “fiammata” nella porzione tra 50 mila e 55 mila euro.

In arrivo anche l’eliminazione generalizzata dell’Irap per imprenditori e professionisti che svolgono la loro attività in forma individuale. L’esenzione potrebbe estendersi alle start up innovative. Resta il tributo regionale per società e professionisti costituiti in forma collettiva. I dettagli saranno stabiliti nelle prossime settimane.

L'alleggerimento complessivo della pressione sui redditi provoca i vantaggi più consistenti nella fascia fra 35mila e 55mila euro dei dipendenti. Critica Confindustria: la sforbiciata alle aliquote Irpef "disperde risorse limitate a 8 miliardi, con effetti impercettibili sui redditi netti delle famiglie italiane", soprattutto nel caso che il taglio "fosse finanziato anche da una copiosa eliminazione delle agevolazioni Irpef". Prudente il segretario della Cgil Maurizio Landini:  "L'accordo con noi non è ancora stato trovato. Noi siamo in attesa di una convocazione. Come è noto noi pensiamo che gli 8 miliardi dovrebbero andare tutti ai lavoratori dipendenti e pensionati e non è il momento, questo, momento dell'Irap".

Come cambia l'Irpef

Nelle tabelle che seguono vengono riportate l'attuale l'Imposta sulle persone fisiche e la nuova Irpef, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno.

IRPEF ATTUALE:

Aliquota --> fascia di reddito (euro)

23% --> fino a 15.000

27% --> da 15.000 a 28.000

38% --> da 28.000 a 55.000

41% --> da 55.000 a 75.000

43% --> oltre 75.000

IRPEF FUTURA:

23% --> fino a 15.000

25% --> da 15.000 a 28.000

35% --> da 28.000 a 55.000

43% --> oltre 55.000

"900 euro netti in più sul conto corrente"

L'ex vice ministro delle Finanze del governo Renzi, Enrico Zanetti, e commercialista di professione, prevede che il passaggio a 4 aliquote "determinerà un risparmio massimo di 920 euro ai contribuenti con reddito imponibile lordo di 50 mila euro". Sotto quella soglia di reddito, spiega Zanetti, "i risparmi saranno inferiori e crescenti; sopra saranno inferiori e decrescenti fino a stabilizzarsi a 270 euro a partire da 75 mila euro di reddito imponibile lordo in poi".

Calcolare esattamente il risparmio per i contribuenti derivante dal taglio delle aliquote Irpef deciso da governo e maggioranza è oggi esercizio quasi impossibile. Il nodo da sciogliere, infatti, che il Mef non ha ancora messo sul tavolo riguarda il riordino delle detrazioni.

Traducendo le percentuali in soldi veri, il taglio vero delle imposte inizia a sentirsi a partire dai 40 mila euro: 620 euro in meno all'anno significano 51 euro in più nella busta paga di ogni mese. Ancora meglio alla fascia di chi guadagna 50 mila euro all'anno: quasi 80 euro al mese e oltre 900 netti in più sul conto corrente alla fine dell'anno. Oltre i 50 mila euro di reddito, la curva si inverte e il beneficio ottenuto grazie alla riforma si riduce: ad esempio, in caso di reddito da 60 mila euro all'anno gli sgravi raggiungeranno 570 euro netti. Oltre la soglia dei 75 mila oltre la quale il trattamento non varia: da quel livello di reddito in su, per tutti lo sgravio è identico e vale 270 euro netti all'anno a prescindere dall'imponibile.

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