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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Giravolta

Da "No Tap" a "Sì Tap": ora il M5s vuole potenziare il gasdotto

La portata passerà da 10 a 20 milioni di metri cubi. Il sottosegretario Di Stefano: "Quando ci si accorge di aver sbagliato bisogna ammetterlo"

Il M5s si è definitivamente convertito al Tap. Tanto che vuole raddoppiarne la portata. Parola del sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, che in un post su facebook ha voluto "rassicurare tutti" che il governo non virerà sul nucleare o altre "opere faraoniche", ma si è posto invece l'obiettivo di portare la capacità dell'infrastruttura per il trasporto del gas dell'Azerbaigian in Italia "da 10 a 20 miliardi di metri cubi". Un intervento su cui la maggioranza è al lavoro "da oltre un anno". 

"Basta potenziare le centrali di compressione lungo il tubo già esistente" fa sapere il sottosegretario in quota M5s, "in modo da poter aumentare la pressione e la quantità di gas pompato". L'infrastruttura, prosegue Di Stefano, "è stata progettata in vista di questo e non sono necessarie ulteriori opere. Tutto dipende dalla risposta degli operatori ai market test vincolanti in corso. Da tempo abbiamo chiesto al Governo dell'Azerbaijan se sono in grado di garantire un aumento delle forniture". Il governo, stando alle parole del sottosegretario, sta anche valutando "di far confluire nel TAP, in futuro, anche gas proveniente dall'Asia Centrale e in particolare dal Turkmenistan".

Di Stefano Tap 2-2

Nel corso dell'anno che si è appena concluso, il gasdotto ha trasportato oltre 8 miliardi di metri cubi di gas naturale, contribuendo secondo gli esperti alla progressiva decarbonizzazione e al contenimento del rialzo dei costi dell'energia nei Paesi attraversati.  Dal 31 dicembre 2020, giorno di avvio dei primi flussi di gas dall'Azerbaijan, al 31 dicembre 2021, Tap ha trasportato complessivamente in Europa oltre 8,1 miliardi di metri cubi standard, di cui 6,8 hanno raggiunto l'Italia. 

Quando il M5s era contro il Tap: "Grande opera per speculatori"

E a breve la portata potrebbe raddoppiare. Con la benedizione dei 5 Stelle che in passato avevano definito l'infrastruttura "l'ennesimo ricco pasto per speculatori" nonché "inutile" e "dannosa". In un post pubblicato nel 2014 sul Blog delle Stelle veniva ad esempio spiegato che il fabbisogno di gas in Europa "sta scendendo" mentre la quantità di gas naturale era allora già "sovrabbondante rispetto al necessario".

m5s Tap-2

Tutto ciò, scrivevano i 5 Stelle, "a fronte di costi ambientali, economici e in assenza di alcun beneficio occupazionale, che è di solito la scusa per far digerire ad un'Italia impoverita la pillola amara delle grandi opere". Nonostante il M5s avesse più volte promesso di fermare i lavori per la realizzazione del Tap, una volta al governo l'allora ministro allo Sviluppo economico Di Maio spiegò che la maggioranza gialloverde non avrebbe ostacolato l'opera per non incorrere in pesanti penali (una ricostruzione contestata dall'ex ministro Carlo Calenda). 

"Sulla valutazione energetica sbagliavamo di grosso"

Sta di fatto che ora il M5s ha tutte le intenzioni di potenziare il gasdotto. Anche nell'ottica di contrastare la crisi energetica. Al sottosegretario Di Stefano va dato atto di non aver indorato troppo la pillola. Ma come, il M5s non era contro il Tap? "Sì, lo eravamo" ammette Di Stefano rispondendo ai commenti, ma "era un progetto diverso (l'approdo era sulla spiaggia invece che insabbiato), e sbagliavamo di grosso sulla valutazione energetica. Quando ci si rende conto di aver sbagliato, se si vuole fare il bene del paese, bisogna solo ammetterlo e correggere il tiro. Semplice, che vi piaccia o no". 

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