Whirlpool, 9 possibili acquirenti per Napoli: il Mise dà una scadenza, i sindacati non ci stanno

Riparte la vertenza sul sito di Napoli, con in ballo il futuro di 420 lavoratori. Invitalia annuncia delle manifestazioni di interesse e il Ministero fissa la scadenza del 31 luglio. Fiom sul piede di guerra: "Non accettiamo di essere scaricati dal Governo"

Foto di repertorio

Finita la fase più acuta dell'epidemia del nuovo coronavirus, tornano alla luce le emergenze lavorative che tengono in ansia centinaia di lavoratori in Italia. Una delle più discusse è quella sul sito Whirlpool di Napoli, per cui ci potrebbero essere 9 potenziali acquirenti. Al momento si tratta soltanto di manifestazioni preliminari, di cui soltanto la metà stanno approfondendo la possibilità di acquisire lo stabilimento che la multinazionale ha deciso di mettere ''in vendita''.

 Acquirenti che sarebbero in linea con i settori industriali già presenti sul territorio, industria e innovazione tecnologica anche se nessuno da solo sarebbe in grado di assorbire tutti i 420 lavoratori del sito ma "operando per cluster industriali e filiere attivabili, potrebbero "rappresentare la soluzione attesa per Napoli". Invitalia mette sul carte sul tavolo di confronto per la cessione del sito campano della multinazionale americana bel corso del nuovo round al Mise, presenti il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e il sottosegretario Alessandra Todde , l'ad di Whirlpool Luigi La Morgia e i segretarari di Fim Fiom Uilm e Ugl. Per fine luglio, dice ancora Invitalia, " potremmo avere delle cose da poter presentare" più nel dettaglio.

Whirlpool, l'azienda: ''Disponibili alla reindustrializzazione''

La Whirlpool Emea, attraverso l'ad per l'Italia Luigi La Morgia, ha espresso la sua disponibilità a ''supportare un progetto di reindustrializzazione per garantire continuità produttiva del sito di Napoli", ricordando però l'aggravarsi della situazione a causa del lockdown: "In Europa, per il 2020, si prevede un calo di 2 milioni delle unità prodotte, dovuto al forte crollo del secondo trimestre". La Morgia ha poi mostrato l'impatto su tutti gli stabilimenti Whirlpool in Italia: Cassinetta (forni, frigoriferi e microonde) produzione 2020 -7/8% rispetto al 2019; Melano (piani cottura) produzione 2020 -10% rispetto al 2019;Comunanza (lavasciuga e lavatrici da incasso) - produzione 2020 -6/7% rispetto al 2019 ; Siena produzione 2020 +50 mila unità prodotte rispetto al 2019 (congelatori).

Whirlpool, il Mise: ''Soluzioni concerete entro il 31 luglio''

Per quanto riguarda la posizione del ministero dello Sviluppo economico, l'obiettivo è quello di arrivare a soluzioni concrete entro il prossimo 31 luglio. L'iter prevede infatti, l'approfondimento delle ipotesi attualmente sul tavolo, 9 offerte potenziali ma solo ma metà al momento realmente interessate all'acquisto dello stabilimento, ma "operando per filiere produttive" per verificare sia la qualità della soluzione complessiva che la piena capacità di garantire occupazione nel lungo periodo ottenendo così proposte vincolanti di localizzazione.

Il titolare del Mise, il ministro Stefano Patuanelli ha poi parlato anche di una ipotetica strada alternativa: "Siamo pronti a fare qualsiasi cosa per garantire la produzione a Napoli. Stiamo costruendo con Invitalia un possibile piano B, resta inteso opzione A di individuare gli strumenti necessari per mantenere la produzione a Napoli. Non possiamo dire che tutti esempi di reindustrializzazione in Italia sono falliti".

Whirlpool, i sindacati non ci stanno: ''Non accettiamo di essere scaricati''

In gioco c'è sempre il futuro dei 420 lavoratori del sito di Napoli, con i sindacati sono tutt'altro che d'accordo con l'ipotesi di reindustrializzare, come confermato da Rosario Rappa, segretario generale Fiom Napoli: "Non siamo disponibili a processi di reindustrializzazioni che sono truffe legalizzate. Whirlpool e il Governo devono sapere che se non ci daranno una soluzione vera di reindustrializzazione del sito di Napoli, le lavoratrici e i lavoratori non gli daranno pace". Rappa ha poi sollecitato il ministro Patuanelli a ''trovare soluzioni, altrimenti sarà necessario tornare al tavolo alla Presidenza del Consiglio".

"La Fiom non è più disponibile ad accettare lo schema già sperimentato del Governo che finanzia e legittima dubbie reindustrializzazioni che hanno il fiato corto e non è quello di cui ha bisogno il Paese per un serio rilancio industriale''. Questo il commento di Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia al tavolo al Mise sul futuro dello stabilimento Whirlpool di Napoli. "Ci eravamo lasciati con il compito di analizzare e approfondire i dati sulla tenuta del gruppo nella sua totalità affinchè l'aumento dei volumi possa essere stabile e strutturale. Non accettiamo semplificazioni da parte dell'azienda", prosegue ricordando che il tavolo vada ormai avanti da oltre 1 anni senza "nessuna condivisione da parte nostra sul percorso".

Per la Fiom infatti non si può "riunire il tavolo solo per parlare delle reindustrializzazione di Napoli": l'obiettivo principale per il sindacato infatti "è la saturazione del piano industriale di tutto il gruppo" considerato che nel settore elettrodomestico c'è una ripresa dei volumi produttivi che riguarda tutte le aziende"e va monitorata per rafforzare la presenza in Italia". Una impostazione, questa , da seguire per "scongiurare la desertificazione industriale di Napoli e del Sud. Le politiche pubbliche devono portare al rafforzamento del piano industriale alla fine del 2021.

"Il tavolo di oggi sulla vertenza Whirlpool alla presenza del Ministro Patuanelli e dell'amministratore delegato La Morgia è stato insoddisfacente e fuorviante - ha sottolineato Barbara Tibaldi - Quando il Ministro Patuanelli parla di un impegno diretto del Governo a trovare una soluzione, che ha definito simbolica, deve intendere che la politica dimostra di avere una interlocuzione autorevole con le multinazionali in grado di trovare gli strumenti necessari per farle restare nel nostro Paese. Il governo non è una banca, non deve distribuire denaro in assenza di politiche industriali. Perseguire la strada di reindustrializzazioni con soggetti industriali improvvisati, come è spesso avvenuto in passato, come nel caso Embraco, dovrebbe essere di lezione per tutti, in primis per il governo e Invitalia".

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Infine, la segretaria della Fiom-Cgil, detta l'agenda per i prossimi appuntamenti: "Il prossimo martedì 7 luglio si svolgerà il coordinamento dei delegati Fim, Fiom, Uilm di tutto il gruppo che avrà il compito anche di definire le iniziative da intraprendere da qui al prossimo tavolo che è stato programmato per il 31 luglio".

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