Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Green economy

Un'impresa su quattro ha sposato l'ambiente, quasi 3 milioni i green jobs

Nel 2015 le aziende verdi sono il 36% in più rispetto al 2014. Essere green conviene: si esporta di più e il fatturato cresce

La green economy in Italia è realtà: un'impresa su quattro ha scommesso sul settore investendo. Lo dicono i numeri. Quelli di GreenItaly 2015, il sesto rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, secondo cui 372 mila aziende italiane (ossia il 24,5% del totale) dell’industria e dei servizi dal 2008 ad oggi hanno scelto di utilizzare tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Solo quest’anno, incoraggiate dai primi segnali della ripresa, sono 120 mila le imprese diventate green, o che intendono attuare la metamorfosi entro dicembre, il 36% in più rispetto al 2014. Sono 2 milioni e 942 mila i green jobs, ossia gli occupati che applicano competenze ‘verdi’, il 13,2% dei lavoratori italiani. La cifrà è destinata a salire ancora entro dicembre. 

I green jobs più richiesti

Un dato importante in vista del vertice Onu sul clima che a dicembre riunirà il mondo a Parigi. Spiega il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci: “La vocazione italiana alla qualità si esprime in una tensione al futuro che ha avuto proprio nella green economy uno strumento formidabile per migliorare i processi produttivi, realizzare prodotti migliori, più belli, apprezzati e responsabili. Puntando sul green non solo il made in Italy ha coniugato qualità, tradizioni, innovazione e competitività, ma ha aperto la via dell’economia circolare. Un nuovo modello di sviluppo che somiglia molto a quell’economia a misura d’uomo, che rifiuta lo scarto, attenta alla custodia della casa comune di cui parla Papa Francesco. Un’economia in cui un’Italia che fa l’Italia è già in campo, che è strategica anche per il Pianeta e può rappresentare il nostro contributo alla Cop21 di Parigi”.

“L’evoluzione ecosostenibile di una buona parte del nostro sistema produttivo è stata funzionale alla crescita della qualità delle nostre produzioni e della loro capacità competitiva”, evidenzia il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “E’ importante fare emergere con queste analisi l’Italia dell’innovazione che scommette sul futuro. Continuare a far crescere questo volto ‘verde’ della nostra economia vuol dire anche adoperarsi per creare un contesto più innovativo e competitivo. Le Camere di commercio sono già coinvolte su questo fronte e intendono moltiplicare il proprio impegno. Nella convinzione che, oggi, la scelta della sostenibilità non sia rinviabile”.

Nel nostro Paese, come ci dicono i numeri di Symbola e Unioncamere, la green economy ha contribuito e sta contribuendo in modo determinante a rilanciare la competitività del made in Italy. Una propensione che abbraccia tutti i settori della nostra economia - da quelli più tradizionali a quelli high tech, dall'agroalimentare all’edilizia, dalla manifattura alla chimica, dall'energia ai rifiuti – e che sale al 32% nel manifatturiero. Una scelta che paga.

Essere green conviene: ecco perchè. Le aziende della green Italy hanno un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore al resto del sistema produttivo italiano: esportano nel 18,9% dei casi, a fronte del 10,7% di quelle che non investono nel verde. Nella manifattura il 43,4% contro il 25,5%. E sono più presenti nei mercati extra-europei. Ancora, le imprese green innovano di più delle altre: il 21,9% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi, contro il 9,9% delle non investitrici. Spinto da export e innovazione, il fatturato è aumentato, fra 2013 e 2014, nel 19,6% delle imprese che investono green, contro il 13,4% delle altre. Percentuali che nel manifatturiero salgono al 27,4% contro il 19,9%.

Anche nel creare lavoro la sostenibilità è un driver importante, sia tra le imprese eco-investitrici che tra le altre, il 14,9% delle assunzioni previste per il 2015 (74.700 posti di lavoro) riguarda green jobs, soglia cresciuta di 4 punti percentuali rispetto al 2009. Anche le nostre piccole e medie imprese portano il loro importante contributo e primeggiano a livello europeo sul fronte della ‘riconversione verde’ dell’occupazione: dalla fine del 2014, il 51% delle Pmi italiane ha almeno un green job, più che nel Regno Unito (37%), Francia (32%) e Germania (29%).


 

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