Ue: Cida, servono competenze manageriali per gestire le risorse del ‘recovery’


Roma, 21 lug. (Labitalia) - "I manager condividono totalmente l’esortazione del Presidente della Repubblica all’indomani dell’accordo sul Recovery fund: ‘predisporre rapidamente un concreto ed efficace programma di interventi’". Lo ha detto Mario Mantovani, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, esprimendo soddisfazione per la portata storica e politica, prima che tecnica, dell’intesa raggiunta a Bruxelles, a conclusione di un negoziato-fiume. “Dopo - ha aggiunto - aver quotidianamente elencato, con una certa angoscia, i danni economici provocati dal coronavirus sull’occupazione, sulle aziende, sul commercio, sul turismo ora sappiamo con certezza che avremo le risorse necessarie a risalire la china, a ricostruire ciò che stato distrutto. Anzi, si potrebbe realizzare un sistema più efficiente, facendo tesoro delle defaillances verificatesi durante il lockdown e intervenendo sulle carenze strutturali del nostro sistema economico".


L’Italia, infatti, "dovrebbe ottenere complessivamente 208,8 miliardi dal Recovery Fund, molti più dei 172,8 mld inizialmente proposti dalla Commissione. E se c’è un leggero calo dei sussidi, l'Italia beneficerà però di una quota di prestiti più alta (da 90,9 a 127,4 miliardi). Ora inizia la parte difficile per il premier che pur archivia una vittoria ‘storica’: tocca al suo governo preparare un piano di riforme serio e metterlo in pratica. E’ questo il meccanismo cui è legata l’erogazione dei fondi del ‘Recovery’ e che evita anche il potenziale utilizzo del ‘freno di emergenza’ voluto dai Paesi ‘frugali’". “Come Cida - ha sottolineato - ci auguriamo che le tante task force succedutesi negli ultimi mesi, il rapporto della commissione Colao, i risultati scaturiti dagli Stati generali dell’economia, si traducano velocemente in un piano di riforme praticabile. Ma sappiamo anche che i buoni progetti potrebbero non bastare. Come afferma nel suo editoriale Sabino Cassese, ‘quando vi saranno progetti, bisognerà disporre degli uomini: dove sono i tecnici e i manager nell’amministrazione? chi sta pensando ai necessari correttivi del disegno del Servizio sanitario nazionale?’".


"Abbiamo più volte insistito - ha chiarito - sulla necessità di investire sulle risorse umane, sulle competenze, sulla formazione continua. Su una cultura manageriale che deve permeare l’economia, la pubblica amministrazione, la sanità, la scuola. Ora questi nodi stanno venendo al pettine: l’occasione, irripetibile, di poter disporre di una quantità di risorse mai vista prima, non deve frantumarsi e disperdersi nei mille rivoli dell’inefficienza amministrativa, della lentezza burocratica, dell’assistenzialismo clientelare". "Noi - ha ricordato Mantovani - abbiamo messo nero su bianco alcune proposte per far uscire il Paese dalla crisi, indicando obiettivi, risorse e tempi. Ma, soprattutto, mettiamo a disposizione le competenze, le professionalità per poter gestire e allocare queste risorse. E’ per tutti il momento dell’assunzione delle responsabilità".


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