Lunedì, 12 Aprile 2021

Per fronteggiare il COVID-19 servono barriere? Non quelle linguistiche

Figure come quelle dell’interprete e del mediatore linguistico sono, ora più che mai, fondamentali per aiutare i Paesi ad unirsi per superare questa crisi

Il periodo eccezionale e inaspettato che la pandemia di COVID-19 ci ha costretti a vivere, ha portato con sé una vera e propria rivoluzione delle nostre abitudini, rendendo necessarie misure fino a poco tempo fa impensabili; in particolare, ha obbligato a limitare le interazioni tra persone, e con essa a ridurre all’osso le relazioni sociali. Tra tanti aspetti negativi, abbiamo tuttavia riscoperto alcune sfaccettature della vita quotidiana a cui forse non avevamo dato la sufficiente attenzione; oltre ad uno sguardo più attento alla “normalità” della vita, abbiamo potuto scoprire – se ce n’era bisogno – il ruolo di assoluta importanza che la tecnologia riveste nella nostra esistenza e che ha giocato e sta giocando nella gestione della pandemia; essa, non solo permette di stare a contatto tra persone vicine col cuore ma lontane col fisico, ma soprattutto ha garantito ai professionisti di continuare a lavorare in smart working e agli studenti di seguire le lezioni online. In questo senso, l’emergenza ha dimostrato che alcuni lavori si adattano meglio di altri alla distanza: è il caso, ad esempio, del mediatore linguistico, in particolare del traduttore e dell’interprete; e se i traduttori erano già abituati a svolgere le proprie mansioni a distanza, in tutta sicurezza e in maniera proficua, negli ultimi tempi, anche l’interprete ha saputo organizzarsi per fornire le proprie conoscenze e la propria professionalità lavorando da casa: in particolare, durante la crisi dovuta al Coronavirus è emersa lampante l’importanza che queste figure ricoprono nella gestione linguistica delle emergenze: in Italia, con l’arrivo fondamentale degli aiuti di medici cinesi, cubani e russi, è sorto il problema di come comunicare con loro; in questo contesto, la figura dell’interprete si è rivelata da subito fondamentale.

Quanto appena detto dimostra che quello della mediazione linguistica è un ambito che non conosce crisi, tutt’altro: ma per i giovani desiderosi di formarsi nella mediazione linguistica, sfruttando la duttilità del percorso (e del lavoro stesso), è importante selezionare la scuola più adatta tra le eccellenze italiane.

In questo senso, la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici (SSML) di Perugia offre un’ottima preparazione, volta a inserire i ragazzi in molteplici campi lavorativi, che vanno dalla libera professione (interprete, traduttore, guida turistica), all’impiego pubblico (enti della pubblica amministrazione, comuni, regioni, consolati, ambasciate, tribunali, forze dell’ordine) fino al settore privato (aziende che lavorano con l’estero, società di navigazione, aeroporti, tour operator, società di organizzazione di eventi, studi legali, studi di traduzione).

Un’eccellenza a cui gli studenti possono attingere, grazie alla grande formazione del personale docente, al supporto di tutto l’organico, alla presenza costante di tutor, al personale di segreteria: per tutti i membri della SSML di Perugia infatti, lo studente non è un semplice numero, ma una persona unica, speciale, costantemente da sostenere e seguire.

Una realtà, quella della SSML di Perugia, che tende a sviluppare e consolidare le conoscenze accademiche acquisite, organizzando scambi internazionali, stimolando studenti e professori a partecipare ai programmi Erasmus. Una realtà che accompagna i ragazzi verso il mondo del lavoro: sia durante che dopo il percorso di studi infatti, gli studenti non vengono abbandonati a se stessi: a loro viene offerta l’opportunità di svolgere tirocini per acquisire ulteriori competenze professionali e gli vengono comunicate le offerte lavorative che giornalmente giungono in sede; insomma, viene loro permesso di inserirsi subito nel mondo del lavoro o di continuare il percorso di studi, orientando chiaramente le scelte future.

Senza contare che, non appena la crisi del Covid-19 ha invaso le vite di tutti, la SSML si è tempestivamente attivata per consentire agli studenti di non “perdere lo slancio” e continuare il proprio percorso di studi con profitto: da subito sono state attivate le lezioni a distanza in videoconferenza, rese possibile grazie alla capacità di tutti i docenti di saper già utilizzare la piattaforma Moodle, che ha permesso di non subire in maniera traumatica i nuovi metodi di insegnamento da remoto.

Ma non solo: la SSML di Perugia si è mossa tempestivamente per garantire orientamenti online fissando degli appuntamenti per incontri individuali o di gruppo e anche attraverso il tour virtuale della scuola.

Certo, tutto questo, oltre che grazie alla tecnologia, è stato reso possibile dalla grandissima compattezza del corpo docenti e della perfetta intesa di questi con la direzione amministrativa e didattica, che ha permesso di reagire alla crisi permettendo anche agli studenti di  fare fronte comune e di non sentirsi abbandonati, rispondendo positivamente a una situazione oggettivamente complicata. Un rapporto, quello con gli studenti, che si è costruito, e si costruisce giorno dopo giorno durante la normale frequenza delle lezioni e che ha dato vita a un ambiente sano e piacevole, adatto alla crescita professionale e culturale degli studenti.

Per saperne di più, puoi visitare il sito di SSML e scoprire tutto ciò che ha da offrire.

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