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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Cristiana incinta condannata a morte, Renzi aderisce all'appello: #meriamdevevivere

Una donna cristiana è stata condannata a morte in Sudan per apostasia, nonostante gli appelli per il rispetto della libertà di religione. "Mi unisco alla campagna di Avvenire #meriamdevevivere L'Italia farà sentire la sua voce anche nelle sedi diplomatiche #libertàdifede". Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter

"Mi unisco alla campagna di Avvenire #meriamdevevivere L'Italia farà sentire la sua voce anche nelle sedi diplomatiche #libertàdifede". Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter in merito alla giovane donna cristiana condannata a morte in Sudan per apostasia . I fatti: una donna cristiana è stata condannata a morte in Sudan per apostasia, nonostante gli appelli per il rispetto della libertà di religione.

"Ti abbiamo concesso tre giorni per abiurare, ma hai deciso di non riconvertirti all'islam. Ti condanno alla morte per impiccagione", ha detto il giudice, Abbas Mohammed Al-Khalifa, rivolgendosi alla donna con il suo nome musulmano, Adraf Al-Hadi Mohammed Abdullah. Il nome cristiano della donna è Meriam Yahia Ibrahim Ishag. La donna è stata anche condannata a 100 frustate per "adulterio".

Prima della lettura della sentenza, un imam si è intrattenuto con Ishag per circa 30 minuti; al termine del colloquio la donna si è quindi rivolta al giudice, dicendo: "Sono cristiana e non ho mai commesso apostasia". Secondo gli attivisti per i diritti umani, Ishag ha 27 anni e aspetta un bambino.

Circa 50 persone hanno protestato a Khartoum poco dopo la lettura della condanna a morte emessa per apostasia contro una donna cristiana. "No all'esecuzione di Meriam", recita uno degli striscioni, affiancato da un altro su cui si afferma che "i diritti religiosi sono un diritto costituzionale". Un manifestante ha annunciato nuove iniziative fino a quando la donna non verrà liberata. Un gruppo più ridotto di persone è sceso a sua volta in piazza a sostegno del verdetto, senza innescare violenze.

Amnesty International ha definito "ripugnante" la sentenza con cui un tribunale sudanese ha condannato a morte per apostasia e alle frustate per adulterio una donna cristiana all`ottavo mese di gravidanza.

Anche oggi Avvenire dedica ampio spazio alla vicenda.

Fonte: Avvenire →
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