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Sabato, 29 Gennaio 2022

Gaffe Balotelli: Kyenge va in albergo per incontrarlo, lui resta in camera a dormire

Cécile Kyenge si è recata presso l'albergo Principe di Piemonte di Torino per incontrare la nazionale italiana di calcio. Un incontro "importante" disertato però dal campionissimo azzurro che non si è svegliato

Calcio e razzismo. Un binomio che da mesi trova ampio spazio sugli organi di stampa. Un binomio da sconfiggere e che da tempo sta impegnando le istituzioni politiche e calcistiche.

Domenica mattina un altro passo per l'integrazione si è svolto a Torino, presso l'hotel Principe di Piemonte, con il ministro Cécile Kyenge che si è recata, a colazione, a far visita agli azzurri. Due gli uomini "attesi": Angelo Ogbonna e Mario Balotelli, i due "colored" della nazionale. Con loro l'italo-egiziano El Shaarawy.

Ebbene, Balotelli ha disertato l'incontro (non obbligatorio) restando a dormire nella sua camera mentre i compagni di squadra, lo juventino Ogbonna in primis, parlavano e si facevano fotografare con il ministro.

A salutare il ministro  c'erano il presidente Abete, il ct Prandelli con il suo staff al completo, e poi Buffon, Chiellini, Candreva, Maggio, El Shaarawy e Ogbonna.

Questi ultimi due, papà egiziano l'uno, genitori nigeriani l'altro, hanno regalato a titolo personale la propria maglia, mentre il capitano ha consegnato, a nome della Figc, la divisa numero uno autografata da tutti i giocatori.

Balotelli ha scelto di non esserci, come altri big, ma la sua decisione fa clamore, se manca il giocatore più acclamato di questa Nazionale, simbolo della lotta al razzismo, che in fondo aveva rivestito il ruolo di protagonista anche nella visita al Papa. Un autogol, una gaffe grossolana. Una dormita. Il ministro, all'uscita, ha preferito glissare con eleganza ("Non era importante parlare ai singoli ma alla squadra "), nascondendo il comprensibile stupore. Poi ha raggiunto Mantova per un dialogo con l'ex calciatore Thuram al festival della letteratura.

Un brutto colpo, insomma, tanto per il calcio che per la politica. In fondo, solo quattro mesi fa il ministro Kyenge aveva individuato proprio in Balotelli il testimonial ideale per la campagna a favore dello ius soli.

Fonte: Repubblica.it →
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