Giovedì, 5 Agosto 2021

Addio reddito di cittadinanza per l'ex Br Etro: ''Me l'hanno tolto, non mi resta che il carcere''

Il 63enne, ex delle Brigate Rosse, condannato per aver partecipato al sequestro di Aldo Moro, ha perso il diritto al sussidio contro la povertà: ''L'ultimo accredito è arrivato a gennaio, non so come fare''

Raimondo Etro in un'immagine d'archivio (FOTO ANSA)

Soltanto un anno fa l'ex brigatista Raimondo Etro veniva informato dall'Inps che la sua domanda per il reddito di cittadinanza era stata accolta. Una notizia che aveva fatto esplodere le polemiche, per la concessione di un sussidio contro la povertà ad un ex Br, condannato per aver partecipato al sequestro di Aldo Moro. 

Adesso Raimondo Etro è tornato a far parlare di sé durante il programma “Non è l'Arena”, in cui ha pronunciato la frase ''Meglio avere le mani sporche di sangue che di acqua, ma almeno provarci", che ha costretto il conduttore Massimo Giletti ad allontanarlo dallo studio televisivo. Intanto, sulle pagine di Tpi, l'ex brigatista ha annunciato di non percepire più il sussidio contro la povertà: ''L'ultimo accredito l'ho avuto a gennaio. Me lo hanno ritirato perché non ho comunicato una variazione di residenza. È una questione semplicemente burocratica".

Il 63enne ha poi specificato che il sussidio non è stato tolto in seguito a quanto successo in televisione: "Le polemiche televisive non c'entrano niente. Sinceramente neanche mi interessa di sanare la questione: dopo tutte queste polemiche, penso che vada bene così". "Le norme sul reddito di cittadinanza prevedono per la mancata comunicazione di residenza una pena da uno a tre anni, per la quale sono stato già interrogato dalla Guardia di Finanza - ha aggiunto Etro -. Mi sono dichiarato colpevole e chiederò di essere giudicato subito, con la speranza che mi condannino immediatamente, perché in questo momento, senza reddito di cittadinanza, non ho neanche la possibilità di sopravvivere".

Etro percepiva il massimo, 780 euro al mese, e senza quei soldi per lui si potrebbero aprire le porte del carcere:"In questo momento non ho altra soluzione: non so come pagare i sei mesi di affitto arretrati - ha continuato -. Mi consegnerò per la seconda volta al carcere e almeno la pena da uno a tre anni la sconterò lì. Non è il luna park, ma l'unica alternativa è una scatola di cartone alla stazione Termini. Con le condizioni di salute che ho, almeno in carcere mangio tre volte al giorno, ho un posto dove dormire e l'assistenza medica".

"Non era per mantenermi a spese dello Stato ha aggiunto Etro - Io sono invalido al 67 per cento e sono regolarmente iscritto al Centro per l'impiego come disabile, ma non mi è mai arrivata nessuna chiamata. Volevo un lavoro, perché con 780 euro io non riuscivo a vivere".

Fonte: Tpi →
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