Giovedì, 5 Agosto 2021

"Dalla Tap rischi per la popolazione" ma per il Governo è tutto ok

Nella relazione tecnica inviata l'8 Giugno scorso al sindaco di Melendugno un docente del politecnico di Milano evidenzia "rischi estremamente rilevanti di esplosioni, incendi" specie in zone fortemente abitate come quella in cui si intende localizzare il terminale del gasdotto

"Rischi estremamente rilevanti. Esplosioni, incendi. Specie in zone fortemente antropizzate, come quella in cui si intende localizzare il terminale". Secondo quanto rivela L'Espresso nel testo del parere tecnico inviato al sindaco di Melendugno l'8 Giugno scorso, a firma Umberto Ghezzi del Politecnico di Milano si mettono in evidenza tutti i pericoli e le gravi conseguenze per la popolazione che vive nei pressi del luogo in cui verrà costruito il terminale del gasdotto Tap in costruzione in Salento. Eppure il corridoio Tap è stato approvato con il benestare del Governo.

Secondo quanto rivela il settimanale governi e ministeri si sono affannati per garantirne la costruzione, interpretando con disinvoltura un parere tecnico della Commissione Europea e trascurando – secondo gli scienziati – i rilevanti rischi soprattutto per la popolazione che vive a poche centinaia di metri dal luogo in cui verrà costruito il terminale di ricezione del gasdotto. Ad essere coinvolti sono i cittadini di quattro comuni leccesi.

Tra gli incidenti più catastrofici in letteratura c’è quello di Ghislenghien (Belgio) del 30 luglio 2004, quando 24 persone morirono e 132 rimasero mutilate. In quella vicenda fu condannata proprio la Fluxys, oggi coinvolta nell’azionariato di Tap il cui progetto il 29 aprile del 2015, in sede di Consiglio dei Ministri, ha ottenuto il via libera

Anche un altro esperto, l’ingegnere chimico Alessandro Manuelli, perito del Comune di Melendugno, è certo nel sostenere che “il PRT sia uno stabilimento complesso fatto da diversi impianti: c’è la stazione di filtraggio con scarti inquinanti; una caldaia elettrica, due caldaie che bruciano parte del gas con conseguenti emissioni di fumi di combustione. È qui che avviene la trasformazione chimica, perché si fa reagire gli idrocarburi con l’ossigeno”.

Due le ipotesi di rischio secondo Manuelli: “La meno catastrofica, in caso di manutenzione, consiste in una nube di vapore non confinato che potrebbe scoppiare; la più catastrofica, in caso di emergenza, con varie nubi di vapore non confinato che mischiandosi con l’aria formerebbero miscele esplosive con un innesco facile come una sigaretta o un cellulare”. Il terminale di ricezione di Tap sorgerà a 800 metri dal centro abitato di Melendugno e a qualche metro in più da Vernole, ma ciò non significa che non vi siano abitanti in prossimità del PRT.

Anche la stessa Tap in una sintesi non tecnica scrive: “In generale gli impatti residui sulla salute e la sicurezza sono stati valutati di bassa significatività ad eccezione degli impatti sull’ambiente e sulla qualità di vita per quelle famiglie situate in prossimità (500 m) delle principali aree di cantiere. In questi casi specifici, l’impatto è stato valutato medio/alto”.

Per questo motivo, un gruppo di cittadini ha firmato un esposto presentato alla Procura di Lecce. È pronta anche una lettera indirizzata alla Banca Europea per informarla su che cosa finanzierà.

Fonte: L'Espresso →
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