Lunedì, 2 Agosto 2021

Truffe agli anziani con la tecnica del finto nipote

I finti nipoti chiamano da utenze estere posizionate in Polonia e Germania. 15 arresti

Truffe seriali commesse contro persone anziane. Sono quindici le persone coinvolte e arrestate a Milano: si tratta di dieci italiani e cinque polacchi. L'indagine ha origine dopo l'arresto di uno dei coinvolti, B.M., il 21 settembre del 2015: nel corso di quell'esecuzione era stato sequestrato materiale di elevato interesse investigativo. A seguito delle analisi di cellulari e sim sequestrati, è stata avviata una serie di attività tecniche (tabulati ed intercettazioni), di controlli e di appostamenti e, contestualmente, una fitta attività documentale mediante la comparazione di decine di denunce analoghe, da cui è emersa inequivocabilmente la commissione di una serie di truffe contro gli anziani.

Come funziona la truffa del finto nipote

Le vittime, mentre si trovano presso le proprie abitazioni, ricevono sulle utenze telefoniche domestiche chiamate da parte di un uomo o di una donna che, presentandosi falsamente per loro parenti, generalmente nipoti, dopo una breve conversazione chiedono loro l'urgente prestito di ingenti somme di denaro e preziosi, per far fronte al pagamento dei danni provocati in un incidente stradale o in analoghe situazioni di emergenza. Il sedicente nipote, carpita la fiducia dell'anziana vittima, sfruttando lo stato di preoccupazione ed apprensione, la informa quindi, sempre telefonicamente, dell'arrivo presso la sua abitazione di una persona di totale fiducia, alla quale poter consegnare il denaro e i preziosi, per poi portarli sul luogo dell'incidente.

Le indagini hanno accertato che i telefonisti, ovvero i finti nipoti, chiamano da utenze estere, generalmente posizionate in Polonia e Germania; mentre le persone di fiducia inviate dai sedicenti nipoti a ritirare dalle vittime denaro e preziosi risiedono sul territorio nazionale ed in particolare nel novarese. Le modalità e il linguaggio utilizzato per convincere le vittime dimostra come i soggetti attivi coinvolti abbiano maturato una elevata competenza criminale utile a individuare la vittima da raggirare (vittima anziana e spesso sola in casa), oltre che una elevata professionalità nello scegliere tempi e modalità utili a portare a termini gli illeciti.

L'attività di indagine, coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica Riccardo Targetti e diretta dal sostituto procuratore Giancarla Serafini, ha coinvolto la polizia di Stato, la polizia locale di Milano e dei carabinieri in forza alla Sezione di polizia giudiziaria. Gli arresti sono firmati dal gip Roberto Nunnari e i capi di imputazione sono reati di associazione a delinquere e truffa.
 

Fonte: MilanoToday →
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