Lunedì, 10 Maggio 2021
Il ritorno in classe

Scuole elementari, medie, superiori e università: la lunga volata, cosa cambia da domani

Da domani almeno 7,6 milioni di alunni saranno in classe, pari all'89,5% della popolazione scolastica. La variabilità riguarda solo le superiori. Nelle università si riapre in base non a percentuali, ma alla capienza delle aule: ogni ateneo è autonomo. Una lunga volata fino alla fine dell'anno scolastico, senza ulteriori stop (si spera)

Una lunga volata fino alla fine dell'anno scolastico (prevista nella prima metà di giugno, ogni Regione ha date diverse), senza ulteriori stop. Da domani almeno 7,6 milioni di alunni saranno in classe, pari all'89,5% della popolazione scolastica. La variabilità riguarda le superiori ma in ogni caso si registrerà un significativo incremento rispetto ai 6 milioni e 850mila alunni (l'80,5%) a scuola nella settimana che si sta concludendo. Le riaperture del 26 aprile impattano fortemente, finalmente, sulla scuola italiana.

Elementari, medie, superiori: cosa cambia da domani

L'ultimo provvedimento del governo prevede che in zona gialla e arancione tutti i ragazzi delle elementari e delle medie saranno da domani tra i banchi, mentre per le superiori la presenza sarà almeno al 70% e fino al 100%. In zona rossa saranno tutti presenti fino alla terza media, mentre alle superiori l'attività in classe si svolgerà almeno al 50%. Il problema che lamentano molti dirigenti scolastici delle scuole superiori è riuscire a conciliare la presenza di almeno 20-25 ragazzi in aula (in alcuni casi, soprattutto nelle grandi città, i numeri sono ancora più alti e le aule spesso piccole) con le norme del Comitato tecnico scientifico sul distanziamento e con i protocolli per la sicurezza siglati nei mesi scorsi.

A Napoli, per esempio, non tutte le scuole superiori riporteranno in aula la quasi totalità degli studenti; diverse scuole superiori hanno deciso di mantenere in presenza il 50 per cento degli studenti. Decisione presa anche in virtù dell'ordinanza emessa dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che consente ai dirigenti scolastici di attestarsi al 50 per cento della didattica in presenza ''qualora risulti incompatibile l'applicazione delle linee guida del Dm n.39/2020''.

Cosa cambia da domani per scuola e università

Torna quindi da domani maggiormente in presenza l'istruzione. Dal 26 aprile e fino alla fine dell'anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori. La presenza è garantita in zona rossa dal 50 al 75% e in zona gialla e arancione dal 70 al 100%. Nelle zone gialle e arancioni dal 26 aprile al 31 luglio le lezioni delle università si svolgono "prioritariamente in presenza". 

Nel decreto è previsto che le università possano organizzare le attività in presenza o a distanza contemperando la sicurezza sanitaria con un adeguato ed efficace svolgimento delle attività programmate, in pratica si seguono le linee guida del ministero della Salute: distanza di un metro, mascherina da indossare. Si riapre in base non a percentuali, ma in base alla capienza all'interno delle aule: ogni ateneo è autonomo.

scuola nuovo decreto-2

Quali sono le regioni in zona gialla dal 26 aprile 2021

La ripartizione delle Regioni e Province Autonome nelle diverse aree in base ai livelli di rischio a partire dal 26 aprile 2021 è la seguente:

  • zona rossa: Sardegna
  • zona arancione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta
  • zona gialla: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria e Veneto
  • zona bianca: (nessuna regione)

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