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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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L'appello di un piccolo negoziante contro la Gdo: "Clienti, aiutateci a sfamare i nostri figli"

Ha generato un vivace dibattito il post di un commerciante di Cameri, in provincia di Novara, pubblicato su Facebook, nel quale chiede ai clienti di continuare a frequentare i piccoli negozi di quartiere. Farlo significa aiutare le famiglie che vi lavorano e che fanno parte della comunità

Tra gli scaffali ricolmi di merce, un piccolo negoziante di Cameri, in provincia di Novara, lancia un appello agli italiani affinché tornino a varcare più spesso la soglia del caro, vecchio negozio di quartiere anziché frequentare solo i grandi punti vendita di catena. E lo ha fatto con un semplice post, diventato virale in pochissimo tempo su Facebook. 

Quando fai acquisti in un piccolo negozio non stai aiutando un manager a comprare la terza casa al mare. Stai aiutando una bambina a frequentare lezioni di danza, un bambino ad allenarsi a basket, una mamma e un papà a mettere del cibo sul loro tavolo. I piccolo commercianti ringraziano

Questo il messaggio comparso nel post dlela pagina Nonsolovino, un negozio di Cameri che vende vini, birre artigianali, liquori, grappe, cioccolati e altre specialità alimentari. Il testo, scritto su carta oleata, è accompagnato dalla didascalia: "Ecco. Noi si cerca di fare il nostro lavoro ogni giorno onestamente. E con un occhio rivolto al nostro amatissimo paesello". 

Il post ha ottenuto più di 40mila mi piace e oltre 72mila condivisioni. Tra le centinaia di commenti, in molti si sono trovati d'accordo con l'appello e hanno espresso parole di apprezzamento per l'intervento. Ma c'è stato anche chi si è detto contrario, respingendo l'idea della Gdo come il male assoluto. "Spesso sono proprio i piccoli negozi che costringono le persone a rifugiarsi presso la grande distribuzione. Anche i clienti hanno figli da sfamare e sogni da sostenere e quel risparmio a fine mese diventa fondamentale per un corso di basket o uno di danza", fa notare un utente, mentre un altro commenta al vetriolo: "Però il negozietto me lo fa pagare due volte in più il prodotto". Altri ricordano come anche nei grandi supermercati lavorino persone che hanno famiglia e che grazie a quel lavoro riescono a provvedervi. 

Sull'onda delle reazioni al post, poco dopo è arrivato un altro commento di chiarimento sulla pagine di Nonsolovino. 

Io volevo, sommessamente, solo ricordare che al di là delle grandi realtà commerciali (leggasi: centri commerciali e affini - dove peraltro anche a me capita di comprare. non vivo certo su Marte…) il piccolo negozietto di paese è uno spazio commerciale ma anche sociale molto importante. pensate a un paese senza negozi… un cimitero… una serie di edifici di mattoni e cemento senza cuore ne anima. E considerate che spessissimo (per non dire sempre) quegli stessi negozianti in quel paesello ci vivono quotidianamente: sono spesso loro i primi ad aiutare magari la proloco o l’associazione culturale o il comitato di beneficienza locale 

L'auspicio, scrive il negoziante, è quello di superare "superata l’idea che il negoziante (soprattutto piccolo, dai commenti che ho letto…) sia un farabutto, un evasore, un azzeccagarbugli senza scrupoli che non pensa ad altro che a fare i danè. forse (e dico forse) questo era vero qualche decennio fa. Oggi il cliente è, per fortuna, molto informato e consapevole e non si lascerebbe certo turlupinare dal venditore di fumo di turno".

Ogni piccolo negozio è una luce accesa nelal vita di un paese: ricordiamocelo tutti prima che tutto si spenga definitivamente. Peace and love a tutti ;-) o meglio, enjoy ;-)

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