Scrittore compulsivo, da 42 anni scrive una lettera al giorno al suo giornale

La storia di Bernie Carroll, un 70enne inglese, che nel 1978 ha iniziato ad inviare lettere al suo giornale locale: centinaia sono state pubblicate

Foto di repertorio

Ha iniziato a scrivere al suo giornale locale, il Liverpool Echo, nel 1978, quando aveva 28 anni. Una delle sue prime lettere riguardava quella che è conosciuta localmente come Mizzie Night, un evento annuale nato con uno spirito folcloristico/goliardico, ma che spesso degenerava con episodi al limite della cronaca nera, con auto incendiate e atti di violenza. “Allora Liverpool era un posto piuttosto senza legge: ero ironico quando scrivevo per dire che era solo un'altra giornata normale in città. Presto ho capito che non c'erano molte cose su cui non avevo un'opinione. Avevo aperto le saracinesche”.

Sono passati più di 42 anni da quella prima lettera e Bernie Carroll – 70 anni - ne ha scritta una ogni giorno. Ne sono state pubblicate centinaia, in genere tre o quattro a settimana. “Molte persone si arrabbiano, ma non sanno come esprimere le proprie emozioni. Io prendo solo una penna. Per me è catartico.”

Altrochè! Qualcosa come oltre 15.000 lettere e milioni di parole nel corso degli anni.

Come spiega Birmingham Live, tutti i giorni di buon mattino, nel suo bar preferito, Bernie legge i giornali: inizia con l'Echo, poi passa alle edizioni nazionali. Politicamente gli piace definirsi un moderato, che cerca di avere una visione delle cose più ampia possibile. “Ma certe storie sono così ridicole che richiedono una risposta, e io sono sempre pronto a darla. Di solito, le mie lettere hanno un tono spiritoso: far capire il tuo punto di vista con umorismo riscalda un po’ le persone. Abbiamo vissuto eventi di portata dirompente qui a Liverpool, quindi mantenere il tono giusto è davvero importante.”

A febbraio era piuttosto irritato per i fuochi d'artificio senza sosta. "Le persone hanno chiaramente soldi da bruciare", scriveva. Altro bersaglio delle sue critiche sono le cure estetiche "Un'odiosa epidemia di vanità". Poi ci sono i sacchetti di escrementi di cane appesi alle ringhiere del parco: "Un nuovo genere di arte britannica insapore destinato a provocare pensieri e dibattiti, come il letto sporco di Tracey Emin".

Non sopporta l’uso eccessivo di parole tipo "demolito", "incredibile" e "devastato", che si trovano comunemente nei giornali locali. E a questo proposito non fategli parlare della Brexit: “Non dormo così bene, forse perché tengo la radio accesa tutta la notte. Ho un quaderno accanto al letto e, se qualcosa suscita il mio interesse, accendo la luce e lo annoto. Non sono uno che si lamenta silenziosamente e spesso sbotto a bofonchare qualcosa, facendo sobbalzare mia moglie. Probabilmente anche lei dovrebbe scrivere una lettera di reclamo”. Lo humor in casa Carroll non manca!

Bernie è orgoglioso del suo modo di fare “analogico” in un mondo ormai completamente digitale e non vuole proprio diventare un leone da tastiera dei social media: “Twitter è pieno di spazzatura insignificante e la limitazione dello spazio mi ostacolerebbe: è abbastanza difficile essere sfumato in 280 caratteri”.

Fino a qualche anno fa scriveva tutte le sue lettere a mano, su qualunque carta trovasse, ma ha dovuto smettere per il costo della affrancatura che - dice - lo stava letteralmente spennando. Ora continua a scrivere le sue lettere a mano, ma poi passa ore al computer per mandare e-mail. “Scrivere mi realizza e mi piace vedere le mie lettere stampate. Conservo in giro per casa copie di quelle pubblicate. Mi piacciono anche le reazioni che suscitano da parte di altre persone. Spesso sono d'accordo con me, il che mi fa chiedere perché non hanno scritto anche loro”.

Per Bernie probabilmente nulla di quello che ha scritto ha davvero portato a un cambiamento concreto; ma non è questo il punto. A suo modo di vedere la gente non ha il gusto di mettere in discussione le cose come si dovrebbe fare, specie in Gran Bretagna dove il “mugugno” spesso è referito alla compiacenza. “La mia risposta è andare avanti e fare qualcosa; se scrivere una lettera significa che le persone potrebbero parlarne, allora avrò fatto bene il mio lavoro”.

Non scrive abitualmente di cose che lo rendono felice, anche se di recente ha fatto un'eccezione per l'allenatore del Liverpool Jürgen Klopp. Un tedesco venuto ad allenare una squadra britannica; quasi un'eresia. Invece ora Liverpool lo ama e Bernie sostiene una campagna per costruire una sua statua in città.

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“Spesso mi chiedono perché non ho una mia rubrica sul giornale; penso che sarebbe un bel problema, tutti scriverebbero al direttore di sbarazzarsi di me. Ma penso che lo farei comunque.”

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