Giovedì, 4 Marzo 2021
Francia

La Francia condannata in tribunale per non aver agito per il clima

La sentenza dopo la causa avviata da quattro ong per “inazione” rispetto al cambiamento climatico e per non aver rispettato gli impegni presi per ridurre i gas serra

Foto ASCAL GUYOT/ANSA-CD

Lo Stato francese è stato condannato dal tribunale amministrativo di Parigi che lo ha ritenuto “responsabile” di non aver agito nella lotta al riscaldamento globale. A poratre lo Stato davanti ai giudici per “inazione climatica” erano state quattro ong, che avevano lanciato l’iniziativa “L’affaire du siècle” (la questione del secolo, ndr) con 2,3 milioni di persone che avevano firmato la relativa petizione online. Grennpace, Oxfam, Fondazione Nicolas Hulot e Notre affaire à tous avevano presentato un ricorso presso il tribunale di Parigi.

L’avvocata della Fondazione Nicolas Hulot, Clémentine Baldon, ha definito “rivoluzionaria” la sentenza del tribunale amministrativo di Parigi poiché riconosce “la responsabilità dello Stato” nella crisi climatica e perché la sua “inazione” d’ora in poi sarà “illegale” e considerata causa di “danno ecologico”. 

La giustizia francese ha comunque riconosciuto per la prima volta che lo Stato è colpevole di non aver rispettato gli impegni presi per ridurre i gas effetto serra. Il tribunale ha ordinato allo Stato di pagare un euro simbolico alle associazioni ricorrenti per il “danno morale” derivante dalle “carenze colpose nell’adempiere ai propri impegni nella lotta contro il riscaldamento globale”, ma si è concesso un periodo di due mesi prima di pronunciarsi sulla necessità di ingiungere allo Stato di prendere misure per far fronte ai propri impegni in materia di lotta alle emissioni di gas serra.

Le ong oggi parlano di “vittoria storica per il clima”, anche se la questione non è ancora conclusa del tutto, e sperano “che la giustizia non si limiti a riconoscere la colpevolezza dello Stato ma che lo costringa anche a prendere finalmente misure concrete per rispettare i suoi impegni sul clima”. 

L'allerta: "Clima estremo in Francia alla fine del secolo"

Il 1 febbraio Le monde ha pubblicato un rapporto dell’Istituto metereologico francese Météo France con un’allerta sulle conseguenze del riscaldamento globale nell’Esagono: tra 50 e 80 anni la Francia potrebbe ritrovarsi con due mesi di caldo tropicale con temperature vicine ai 50 gradi e piogge molto più abbondanti d’inverno. 

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Il rapporto, come ricostruisce l’Agi, contiene una serie di proiezioni sulle previsioni meteorologiche tra il 2070 e il 2100, con tre scenari presi in considerazione: un primo, “particolarmente ottimista”, che ipotizza che la Francia raggiunga la neutralità carbonica verso il 2070, un secondo con la previsione di un rallentamento delle emissioni a partire dal 2050 e un terzo con l’ipotesi che non ci sarà alcun cambiamento rispetto ad oggi. Nel caso di quest’ultima previsione, il report ipotizza un amento di 3,9 gradi della temperatura rispetto al periodo di riferimento 1975-2005, quindi con +6 gradi rispetto alle misurazioni medie in estate. 

"Questo rapporto mostra chiaramente la vulnerabilità della Francia ai cambiamenti climatici. Indica temperature leggermente più alte rispetto alle proiezioni precedenti, oltre a un calo più marcato delle precipitazioni nel sud del Paese”, aveva commentato a Le Monde il climatologo Jean Jouzel. “Nei prossimi due o tre decenni il futuro è già scritto: il riscaldamento continuerà”, ha spiegato Jean-Michel Soubeyroux, vicedirettore della climatologia di Météo France e coordinatore del rapporto Drias, “ma dal 2040 al 2050, tutto è possibile. Dipende dalle nostre azioni per ridurre le emissioni di gas serra. O il riscaldamento si sta attenua o ci ritroveremo con un clima molto lontano da quello che stiamo vivendo attualmente in Francia”. 

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