Mercoledì, 22 Settembre 2021
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A cura di Massimiliano Dona

Arriva la legge sulla concorrenza: tanto rumore per nulla

Chi torna al lavoro dopo la pausa estiva potrebbe pensare di trovare qualcosa di diverso nel suo quotidiano: nei 31 giorni di agosto, infatti sono accadute cose che si attendevano da quasi 900 giorni. Ecco allora un breve riassunto per chi sotto l'ombrellone si è (giustamente) preso una pausa: il 4 agosto viene promulgata la "Legge annuale per il mercato e la concorrenza" (Legge 124/2017); il 14 agosto il provvedimento esce sulla Gazzetta Ufficiale; martedì 29 agosto entra in vigore.

Raccontato così qualcuno penserà di poter riprendere al rientro dalle vacanze con una buona dose di concorrenza in più. E visto che una maggiore concorrenza dovrebbe comportare più tutela per i consumatori (in termini di costi più bassi per beni e servizi, ma anche di nuova onestà e rispetto delle regole da parte degli operatori) dovremmo avere di che festeggiare....

Temo che l'abuso dei condizionali fatto fin qui abbia già svelato la pochezza del mio personale giudizio su questo provvedimento, tanto atteso, quanto deludente: vi risparmio la lettura della legge (un solo articolo e 192 commi, come si conviene ad una ormai diffusa pratica legislativa dovuta al ricorso al voto di fiducia, ma che non agevola certo la lettura) per offrirvi una rapida sintesi.

Il risultato di questo provvedimento "omnibus"? Una esagerata eterogeneità dei contenuti, grande varietà dei tempi di entrata in vigore (con molti interventi rimandati alle famigerate norme di attuazione), la riuscita opera di certe solite lobby per attenuarne gli effetti concreti. Ma ben più grave è la sostanziale assenza di contenuti davvero innovativi sul versante della concorrenza e delle liberalizzazioni: cito la partita della nuova mobilità, con l'auspicata apertura alle dinamiche innovative che sono rimandate ad altra stagione (con il rischio -solo per fare un esempio- di veder esplodere nuovamente il contenzioso tra taxi e Uber con tutti gli immaginabili disagi per l'utenza).

Restiamo poi sbigottiti dalla presenza di interventi che davamo già per assodati: dall'obbigatorietà per gli avvocati di fornire al cliente un preventivo scritto, agli sconti per l'assicurazione di chi installa la scatola nera...

Insomma davvero poca roba se consideriamo infine che sono spacciati per interventi per la concorrenza provvedimento di minuscolo cabotaggio come il divieto per banche, assicurazioni e società di carte di credito di applicare ai servizi di assistenza telefonica tariffe superiori rispetto alle chiamate urbane oppure la possibilità data al consumatore di recedere da un contratto con le stesse modalità utilizzate per attivarlo. Si tratta infatti di regole di basilare tutela dell'utenza, che vorremmo dare per scontate (anche considerando le sanzioni emanate in questi anni dall'Autorità dall'Antitrust proprio su queste materie).

Insomma se ho stipulato un contratto per telefono mi sembra del tutto ovvio che il fornitore non possa poi pretendere l'invio di una Raccomandata per il recesso: non vorrei che questi basilari livelli di tutela debbano essere celebrati nella legge annuale per la concorrenza.

Che poi annuale non è, visto che l'abbiamo attesa per quasi tre anni... Se, invece, si fosse riusciti a seguire la strada, consigliata anche dal legislatore europeo, di un intervento annuale, le misure avrebbero forse potuto essere discusse con maggiore dettaglio, nonché monitorate nei loro effetti economici e corrette, anche con l'aiuto dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Invece, ci ritroviamo al cospetto di un intervento che che va dalle banche (con la possibilità per il cliente di produrre una polizza propria nel sottoscrivere un mutuo o un prestito al consumo) agli sconti da parte degli alberghi (con l'abolizione dell'obbligo del parity-rate rispetto alle piattaforme online), dalle società tra avvocati al mercato dell'energia.

Ecco, dulcis in fundo: sul settore elettrico, con l'Unione Nazionale Consumatori, siamo stati molto critici, forse gli unici tra i rappresentanti dei consumatori a denunciare che le nuove norme sulla fine del "mercato di tutela" (previsto per il 2019) rischiano di facilitare i monopoli senza per favorire servizi energetici migliori e prezzi più bassi. 

Insomma mi sembra di poter concludere che chi si è distratto sotto l'ombrellone non si è perso niente: sembra davvero che la concorrenza, quella vera, resterà un miraggio anche ben oltre il tramonto di questa stagione estiva.

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