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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Emergenza rifiuti, Roma trema: nessuno vuole i rifiuti della Capitale

Perché a Roma la città è in costante difficoltà con la raccolta dei rifiuti? Ecco l'effetto a cascata che sommerge la Capitale di monnezza. E ora potrebbe andare pure peggio: deserta la gara pubblica da 188 milioni di euro bandita da Ama

Guai in vista per la raccolta rifiuti della Capitale. L'importante gara da 188 milioni di euro bandita da Ama è infatti andata deserta: oggi all'apertura delle buste nessuno si è presentato. Come spiega l'Agenzia Dire non è arrivata nessuna offerta per la presa in carico dello smaltimento e del trattamento e/o termovalorizzazione delle tonnellate di rifiuto indifferenziato lasciando la Capitale in una posizione potenzialmente esplosiva.

Matteo Scarlino su Roma Today ricostruisce l'origine dell'emergenza: i rifiuti di Roma Capitale dalla chiusura di Malagrotta, vale a dire dall'ottobre 2013, vengono smaltiti in quattro impianti, due di proprietà dell'azienda municipalizzata Ama e due privati, la stessa Colari che gestiva Malagrotta. I rifiuti subiscono qui un trattamento meccanico e biologico (tmb) che produce degli scarti che a loro volta devono essere smaltiti.

Attualmente l'indifferenziato e gli scarti dei Tmb Ama finiscono in diversi impianti del Lazio (l'indifferenziato) o nel resto del Paese (gli scarti) o vengono bruciati negli inceneritori austriaci e tedeschi. Accordi precari, successivi alla scadenza dell'appalto precedente, che mettono in costante difficoltà la raccolta rifiuti. L'effetto è quello di rallentamenti nello svuotamento delle vasche degli impianti e a cascata ritardi nello scarico dei rifiuti da parte dei camion, i cui giri rallentati provocano accumuli nei pressi dei cassonetti.

Una gara importante quella andata deserta con la quale Ama e l'amministrazione grillina provavano, tra le altre cose, a sottrarre spazio al monopolista Colari. Si tratta del secondo flop consecutivo per una gara del genere: già lo scorso 26 marzo la municipalizzata aveva visto finire senza offerte una procedura pubblica (con base d'asta da 105 milioni) indetta per lo smaltimento della fos e degli scarti prodotti dai suoi impianti di trattamento. 

"Doveva portare rifiuti in Austria, il treno è fermo in stazione" 

Il rischio è ora quello di un'ulteriore precarietà nello smaltimento. E con gli impianti ciociari già sul piede di guerra e gli accordi precari con le altre regioni, l'emergenza rifiuti rischia di tornare ad essere conclamata. Continua a leggere su Roma Today

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