Lunedì, 1 Marzo 2021
Modena

Il padre e i due figli che tentano di uccidere con il machete un giovane straniero: "Odio razziale"

I tre sono stati arrestati oggi alle primissime luci dell'alba a Modena: la vittima dell'aggressione è un 22enne burkinabé in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno

Un uomo di 53 anni e i suoi due figli di 30 e 24 anni, sono stati arrestati oggi alle primissime luci dell'alba. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 17 ottobre dal gip del Tribunale di Modena.

I tre accusati di tentato omicidio sono stati arrestati

Sono accusati, in concorso, del tentato omicidio, aggravato dalla circostanza della finalità di discriminazione ed odio razziale, di un 22enne originario del Burkina Faso, residente a Modena, in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno.

I fatti risalgono all'estate: era il 15 luglio quando il personale del Pronto Soccorso dell'ospedale di Baggiovara aveva segnalato alla Centrale Operativa che un giovane straniero era stato trasportato in ambulanza presso la struttura ospedaliera con gravi ferite d'armi da taglio al braccio sinistro. Dalle indagini è emerso che l'aggressione era avvenuta dopo un iniziale alterco, nato per futili motivi.

Il giovane straniero sarebbe stato aggredito prima verbalmente con espressioni discriminatorie a sfondo razziale, poi preso a bastonate sulla testa e con due colpi di machete in direzione del volto, dai quali si sarebbe difeso, facendosi scudo con il braccio sinistro. I tre, prima di darsi alla fuga a bordo di una utilitaria, avrebbero anche cercato di investirlo, senza riuscirvi in quanto la vittima avrebbe trovato riparo, gettandosi tra le siepi lungo il ciglio della strada. 

Il giovane era subito stato soccorso da alcuni amici e accompagnato dal 118 presso l'ospedale di Baggiovara, dove era stato sottoposto a un immediato intervento chirurgico, a causa della gravità delle ferite riportate nell'aggressione.

Le indagini sul movente

Le indagini sono state lunghe e complesse. Il lavoro della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura, ha consentito di fare luce sul vero movente dell'aggressione. Gli  investigatori sono risaliti ad eventi del'11 luglio scorso quando un cittadino marocchino aveva  denunciato per rapina uno dei tre indagati, il quale quattro giorni dopo aveva sporto a sua volta querela per una patita rapina perpetrata dal fratello del denunciante. Una volta formalizzata la denuncia presso la stazione dei Carabinieri di San Damaso, i tre avevano organizzato una spedizione punitiva nei confronti dei fratelli marocchini, portandosi nei pressi della loro abitazione in zona Modena Sud, dove accidentalmente si trovava il giovane burkinabè, loro conoscente, divenuto così vittima inconsapevole della ritorsione. 

I tre famigliari, ora in carcere, erano già ben noti alle forze dell'ordine per diversi episodi criminali. Si tratta di cittadini italiani di origine nomade, da sempre residenti in città. 

La giovane madre che ha tentato di uccidere i figli per incassare i soldi dell'assicurazione

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