Martedì, 16 Luglio 2024
Le indagini / Milano

Giulia Tramontano: il suo corpo lasciato per tre giorni tra garage, cantina e bagagliaio dell'auto

Si lavora sulle telecamere che hanno registrato gli spostamenti di Alessandro Impagnatiello

Diverse telecamere di sicurezza, esaminate dagli specialisti forensi, avrebbero registrato spostamenti automobilistici a Senago (Milano) di Alessandro Impagnatiello, il 30enne recluso per l'omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi. Movimenti registrati tra il 30 e il 31 maggio, ovvero la notte in cui, secondo la sua ammissione, si sarebbe disfatto del corpo vicino ad alcuni garage poco lontani dalla sua residenza. Pertanto, queste registrazioni potrebbero essere coerenti con la versione dell'evento fornita dal barista, ossia di aver abbandonato lì il corpo, poi ritrovato la notte seguente, dopo averlo conservato per tre giorni tra garage, cantina e nel bagagliaio della macchina.

Si cerca di ricostruire accuratamente i movimenti di Impagnatiello prima e dopo il crimine e per determinare quando effettivamente l'uomo abbia disfatto del cadavere. Nel frattempo, dopo tutte le analisi tecniche e scientifiche già effettuate negli ultimi giorni, come quelle sulle impronte su pacchi di detersivo e su plastica e cellophane usati per nascondere il corpo e quelle digitali su computer e tablet sequestrati, tra una settimana, il 28 giugno, al Ris dei carabinieri di Parma inizieranno anche "gli esami biologici" irripetibili su tracce di sangue e Dna (con confronti) trovati nell'appartamento, nel garage e nella cantina.

Le indagini proseguono, inoltre, per determinare se qualcuno abbia assistito Impagnatiello dopo l'omicidio, sebbene al momento non ci siano prove tangibili su questo punto. Nel frattempo, oltre alle analisi su computer e tablet, anche le ricerche sul telefono del trentenne, che vengono condotte con un software specifico, potrebbero fornire informazioni più dettagliate e significative rispetto a quelle già emerse, soprattutto riguardo alle ricerche online effettuate prima del crimine.

Ciò potrebbe supportare l'ipotesi di un omicidio premeditato, sostenuta dal procuratore ma non accettata dal giudice. Infine, le autopsie e altre analisi più specifiche dovranno fornire risposte sulle coltellate, almeno 37 in totale, chiarire esattamente la dinamica dell'attacco e quanti e quali colpi siano stati inferti quando la giovane era già deceduta.

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