Martedì, 16 Luglio 2024
Giorni di angoscia / Firenze

Nell'hotel dove è sparita Kata l'ispezione dei reparti speciali dei carabinieri. Indagini su un telefono cellulare

Della bimba di 5 anni nessuna notizia da 8 giorni. C'è la pista del rapimento ma non si esclude che sia rimasta nello stabile fatiscente, adesso sgomberato. Si cerca anche nelle intercapedini e nelle cavità dei muri

Adesso è vuoto, è stato sgomberato dalle forze dell'ordine l'ex hotel Astor di Firenze da dove è scomparsa Kata, la bimba di 5 anni sparita nel nulla il 10 giugno scorso. L'immobile, che era stato occupato abusivamente, è sotto sequestro preventivo e sono stati eseguiti nuovi accertamenti. Se da un lato si segue la pista del rapimento, dall'altro non si esclude ancora del tutto che la piccola possa essere rimasta all'interno, magari in un'intercapedine. La struttura trasformata in casa da decine di famiglie era infatti fatiscente e pericolosa. Mentre i carabinieri ispezionano i locali, un telefono cellulare è stato trovato in un cassonetto di rifiuti all'esterno e verrà analizzato. Arriva un nuovo appello dei genitori di Kata: "Chi sa parli"

Kata, la cercano anche gli specialisti del Gis

Kata è stata vista l'ultima volta alle 15.01 di sabato 10 giugno: a riprenderla è la telecamera della gioielleria di via Boccherini, sull'altro lato della strada rispetto al lato dove è situato un ingresso dell'ex hotel Astor. Si vede la bambina, di cinque anni, che si allontana dal gruppo del fratellino (nell'immagine si vede anche un terzo bambino). La bambina poi rientra, come riferito dagli inquirenti, nello stabile occupato.

I genitori sono certi sia stata rapita. L'ipotesi privilegiata è quella del racket degli alloggi. L'ex hotel Astor ha una storia "difficile". È stato anche teatro di un tentato omicidio di un cittadino dell'Ecuador che precipitò da una finestra del terzo piano il 28 maggio. 

Allo stesso tempo però non è mai stata del tutto accantonata l'ipotesi che la bimba possa essere rimasta all'interno. Un nuovo sopralluogo approfondito sarà condotto dai carabinieri all'interno della struttura, con due tecnici inviati dal Gis. Si tratta di un reparto d'eccellenza dell'Arma, specialisti esperti nell'uso di apparati tecnici ad alta tecnologia, anche adatti a individuare intercapedini o cavità nelle mura. Sul posto anche i Ros, Uomini degli stessi reparti che hanno partecipato, per esempio, alla cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro e all'ispezione dei suoi covi.

(Video di FirenzeToday)

Con lo sgombero, sono state allontanate dall'ex hotel circa 110 persone, tra cui una trentina di bambini. Sono peruviani e romeni. "C'è il rammarico per il fatto che lo sgombero non sia stato fatto nelle ore immediatamente successive all'occupazione abusiva, come io in prima persona avevo chiesto. - ha sottolineato il sindaco Nardella - Non è questo il momento di recriminare e di fare polemica e perché le ricerche della bambina sono ancora in corso".

Trovato un telefono cellulare in un cassonetto

Un telefono cellulare è stato trovato in un cassonetto di rifiuti all'esterno dell'ex hotel. Il telefono è stato individuato durante lo svuotamento dei cassonetti ed è stato acquisito dagli investigatori.

La mamma di Kata all'ex hotel Astor

La madre di Kata è tornata sabato all'ex hotel Astor, mentre era in corso lo sgombero, accompagnata dall'assessore al Sociale del Comune di Firenze, Sara Funaro.Insieme sono entrate nell'immobile, poi l'assessore Funaro è uscita mentre la madre della bimba scomparsa si è trattenuta all'interno, probabilmente per raccogliere degli effetti personali. I genitori della bambina e gli altri parenti erano stati allontanati dall'ex albergo nei giorni scorsi per ragioni di sicurezza.

L'appello: "Chi sa parli"

I genitori di Kata rilanciano l'appello affinché "Chi sa qualcosa parli". "Anche il più piccolo indizio - dicono tramite i legali Sharon Matteoni e Filippo Zanasi - potrebbe essere utile alle indagini e nulla sarà trascurato. La priorità assoluta in questo momento è riportare a casa Kata".  

Gli stessi avvocati rendono noto di aver ingaggiato come consulente il generale dei carabinieri in congedo Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma.

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