Domenica, 21 Luglio 2024
Il disastro della funivia / Verbano-Cusio-Ossola

Strage del Mottarone: chiesto il processo per 6 persone e 2 società

Nello schianto avvenuto il 23 maggio 2021 morirono 14 persone. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati sono attentato alla sicurezza dei trasporti, rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, disastro colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose gravissime e falso in atto pubblico

Per l'incidente della funivia del Mottarone, in cui il 23 maggio 2021 morirono 14 persone, la procura di Verbania ha chiesto il processo per otto persone, tra fisiche e giuridiche. Oltre alle due società, si tratta di Luigi Nerini, titolare delle Ferrovie del Mottarone, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, allora rispettivamente direttore d'esercizio e capo servizio dell'impianto e, per Leitner (il gruppo incaricato della manutenzione), Anton Seeber, presidente del cda, Martin Leitner, consigliere delegato e Peter Rabanser, responsabile del customer service.

Le accuse contestate a vario titolo sono attentato alla sicurezza dei trasporti, rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, disastro colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose gravissime e solo per Tadini e Perocchio anche il falso. Ora la parola passa al gup. Le indagini, coordinate dal procuratore Olimpia Bossi e dal pm Laura Carrera, sono state chiuse il 19 maggio scorso per gli 8 indagati, mentre si era proceduto allo stralcio delle posizioni poi archiviate di 6 tecnici di ditte esterne che, in subappalto, si erano occupate di controlli e lavori sulla funivia e della realizzazione della testa fusa.

Due gli elementi al centro dell'inchiesta: le ragioni per cui la fune traente si spezzò e il mancato funzionamento del sistema frenante di sicurezza, dovuto all'inserimento dei cosiddetti forchettoni. Per accertare le cause dell'incidente sono state prodotte due perizie, depositate nel settembre dello scorso anno e successivamente discusse nel corso dell'incidente probatorio tra ottobre e dicembre, che hanno rilevato che la fune era corrosa ben prima dell'incidente e che una corretta manutenzione avrebbe potuto rilevarlo.

Intanto proseguono le trattative per quanto riguarda i risarcimenti alle parti offese che, in caso di accordo, potrebbero uscire dal procedimento. La richiesta di rinvio a giudizio era "assolutamente prevedibile, prevista, scontata", ha detto all'Agi l'avvocato Andrea Da Prato, legale di Enrico Perocchio. "Sarà ora importante vedere i tempi dei prossimi passaggi".

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