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Giovedì, 18 Aprile 2024
Poche ore prima del delitto / Milano

Gli ultimi sms di Giulia Tramontano: "Impagnatiello è da ospedale psichiatrico"

Lo scambio di messaggi avvenuto il 27 maggio del 2023 tra la 29enne, incinta al settimo mese, e la 23enne con cui il barman aveva una relazione parallela. Le due ragazze parlano del test di paternità falsificato dal barman, a processo per l'omicidio della compagna

"Va rinchiuso in un buon ospedale psichiatrico". Sono le parole che Giulia Tramontano utilizzava per riferirsi al suo compagno, Alessandro Impagnatiello, in una conversazione via chat con l'altra ragazza con cui il barman aveva avuto una relazione e che avrebbe incontrato di lì a poco. Il dettaglio investigativo emerge mentre a Milano è in corso il processo per la morte della 29enne, uccisa a maggio del 2023 a Senago quando era incinta di sette mesi.  

L'ultima chat di Giulia Tramontano

Lo scambio di messaggi risale al pomeriggio del 27 maggio del 2023, le due ragazze parlano del test di paternità falsificato che il 30enne aveva fabbricato per dimostrare alla sua collega di lavoro di non essere il padre del bambino che Tramontano avrebbe partorito a fine agosto: "Mai fatto test di paternità - scrive - non ne avevo bisogno".  L'altra ragazza risponde: "Ha detto che sei scesa e che sei stata con un altro a Napoli", prima che Giulia le spieghi che il secondo uomo in questione è soltanto un ex. Soltanto qualche ora dopo Impagnatiello si sarebbe accanito contro la compagna, uccidendola con 37 coltellate, prima di tentare di disfarsi del cadavere.

Sempre nella chat avvenuta nel pomeriggio del 27 maggio dello scorso anno, la 23enne racconta a Giulia di aver cercato un modo per avvertirla, lasciando un oggetto di sua proprietà nell'auto del barman. "Ma per caso hai perso un labello bordeaux in macchina?", chiede la 29enne, incinta al settimo mese, facendo riferimento al burrocacao trovato il giorno prima.  "Io quello l'ho messo in macchina apposta sperando che l'avresti trovato", risponde l'altra ragazza. Giulia ringrazia e sottolinea: "Sono più attenta di quel che credi lui". "Pensa che noi siamo stupide", replica la giovane che giovedì ha testimoniato nel processo al 30enne imputato di omicidio volontario pluriaggravato, occultamento di cadavere e provocato aborto. I messaggi sono depositati nel procedimento davanti alla Corte d'assise di Milano che ha fissato già altre tre udienze: si torna in aula il 21 marzo quando testimonierà la sorella di Giulia, Chiara Tramontano. Poi 4 aprile e 11 aprile.

I messaggi di Impagnatiello

Secondo  i pubblici ministeri di Milano il delitto è avvenuto fra le 19.06 e le 21.29. La stessa sera, tra le 22.23 e 00.30, Impagnatiello scriveva alla 23enne con cui aveva una relazione parallela, cercando di convincerla a incontrarlo: "Ti devo parlare. Ti aspetto sotto casa o passo a prenderti. Giulia sta dormendo, verrà domani. Voglio definitivamente mettere un punto e chiarire tante cose. Non posso passare per ciò che non sono. Basta. Ho bisogno di vederti non ce la faccio più, perché sono distrutto, voglio anche io ritrovare la pace. Ascoltami e basta, poi non ti infastidirò mai più". Bugie su bugie, una rete in cui la giovane non cade. Nelle ore successive, Impagnatiello aveva inscenato la scomparsa di Giulia, continuando a scriverle messaggi e andando insieme alla madre a sporgere denuncia ai carabinieri. Una messa in scena durata soltanto qualche giorno, prima che venisse a galla l'orrore avvenuto in quell'appartamento di Senago.

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