Sabato, 10 Aprile 2021

‘Il trucco c’è e si vede’: come smascherare le bufale su cosmetici e prodotti di bellezza

Esce il 18 gennaio il libro ‘Il trucco c’è e si vede’ della giornalista scientifica Beatrice Mautino, un manuale prezioso per per smascherare le false promesse assicurate dalla pubblicità di shampoo, creme e prodotti di bellezza

foto archivio

“Lasciami tutte le rughe , non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele venire” intimò Anna Magnani a un truccatore che si accingeva a correggerle i segni sul viso prima di un servizio fotografico. 

Saggezza estrema quella di una delle attrici più assolute del cinema italiano, concentrata nel monito capace di unire il significato di bellezza autentica e la consapevolezza della propria unicità. 

Ora le cose sono decisamente diverse. Cinquant’anni dopo lo sfoggio orgoglioso di intoccabili solchi attorno agli occhi, l’approccio con la fisicità, con l’estetica, con il modo di rapportarsi con il riflesso di sé allo specchio è drasticamente cambiato, e tutti - chi più, chi meno - tendono a trattare l’aspetto affinché sia sempre curato o dimostri l’età anagrafica nel modo più lieto possibile. 

In questo campo a farla da padrone è la cosmesi e la relativa pubblicità che bombarda con ogni tipo di informazione su prodotti miracolosi, elisir di eterna giovinezza, baluardi contro l’insidia dell’invecchiamento. 

Ma, effettivamente, quanto ne sa il consumatore di quello che si spalma addosso? Davvero è a conoscenza dell’utilità e dell’efficacia delle sostanze che compongono creme, shampoo, dopobarba? Realmente possiede tutti gli strumenti necessari per effettuare una scelta all’acquisto scevra da condizionamenti?

Se l’è chiesto e ha risposto con un libro che è una risorsa per chi rifiuti di essere solo un carrello spinto alle casse da slogan e promesse, Beatrice Mautino, biotecnologa, giornalista e divulgatrice scientifica, curatrice di una rubrica su Le Scienze.

Con il suo ‘Il trucco c’è e si vede. Inganni e bugie sui cosmetici e i consigli per difendersi’ edito da Chiarelettere, l’autrice è riuscita a ovviare alle lacune di un’informazione inattendibile e non critica sui cosmetici, mettendosi dalla parte di chi entra in un negozio e voglia acquistare prodotti efficaci e non dannosi per migliorare aspetto e benessere senza essere ingannato dalla pubblicità.

“Sulla cosmesi manca un’informazione critica”

“Per anni mi sono occupata di alimentazione e bufale sui prodotti alimentari e mi sono accorta che l’argomento aveva molto a che fare con la cosmesi” spiega a Today Beatrice Mautino - “Se per l’alimentazione ormai l’informazione è più critica, per i cosmetici regna la pubblicità e parlando con amiche e conoscenti ho riscontrato che tutti ci facciamo le stesse domande sull’effettiva utilità degli articoli usati” aggiunge l’autrice che per lo studio e la stesura delle 230 pagine del libro ha lavorato due anni.

Il prezzo dei cosmetici direttamente proporzionale alla qualità del prodotto?

Nel mare magnum di barattoli, bottigliette e invitanti packaging confezionati nel modo più irresistibile, capita di credere che il prezzo di vendita sia indicativo dell’effettivo valore della merce. Niente di più sbagliato. 

“Sull’argomento gli studi scientifici sono tanti e hanno dimostrato che il prezzo non è affatto indicativo della qualità del prodotto. Per esempio, un test di Altroconsumo ha dimostrato che la crema antirughe migliore è quella di un discount” dice la giornalista fornendo il risultato di un altro esperimento che ha restituito un quadro abbastanza eloquente della situazione generale: “A un campione di consumatori è stato chiesto di usare creme di una fascia di prezzo che va dai 3 ai 100 euro. Le confezioni dei prodotti, però, sono state scambiate, per cui le creme di minor valore sono state inserite in quelle degli articoli più costosi e viceversa. Ebbene, alla fine dell’esperimento, chi credeva di aver utilizzato quelle più costose affermava di aver notato un miglioramento del proprio aspetto… Questo per dare l’idea del tipo di convinzione che si matura in base al prezzo di una crema”.

“Si tende a ‘medicalizzare’ tutto per poi fornire una cura”

Secondo la Mautino, ormai la tendenza è quella di ‘medicalizzare’ tutto, di chiamare ‘malattia’ una condizione fisiologica così da poter creare la relativa cura. Succede così per la cellulite, ad esempio, che non è una malattia: “Chiamarla ‘malattia’ tende a non far sentire a posto la donna che quindi è incoraggiata verso la risoluzione di un problema di cui si inventano rimedi. Purtroppo c’è la tendenza a rendere le cose peggiori di quello che sono”. 

“Il cosmetico, per una definizione legale, non può essere curativo, perché altrimenti sarebbe un farmaco” chiarisce ancora l’autrice: “Il problema però è che alcuni prodotti vengono presentati proprio come tali, cosa che poi porta a sottovalutare i veri farmaci e la loro utilità”. 

Non solo donne: anche agli uomini conviene conoscere i prodotti che acquistano 

Errore grande credere che la clientela orientata verso l’acquisto di prodotti per la cura e la bellezza del corpo sia prettamente femminile. Ormai anche gli uomini badano molto al proprio aspetto fisico e la stessa Mautino ne dà conferma: “Da quando curo la rubrica sulla rivista su ‘Le Scienze’ ricevo lettere soprattuto da uomini che mi chiedono consigli sulla caduta dei capelli, sulla forfora, sulle migliori creme antirughe. Ormai è un argomento che interessa anche loro che comunque come minimo devono acquistare shampoo, balsamo, dopobarba…”

Bye bye pubblicità! Ora si va “al sodo”

Conoscere e capire, uscire dall’ignoranza in cui la pubblicità ci culla, acquisire consapevolezza serve a garantirsi la libertà di scegliere tra questo e quel prodotto, senza alcun tipo di condizionamento. 
Come cambierà l’approccio all’acquisto dopo aver letto questo libro?

“I consumatori non baderanno più alla pubblicità, ma andranno al sodo” - assicura Beatrice Mautino - “Per esempio capiranno che lo shampoo, il prodotto più complicato da scegliere per l’immensa varietà disponibile sul mercato, è classificabile in sole tre categorie. Una volta capito a quale categoria appartiene il proprio tipo di capello, si punterà su quella e solo su quella, al di là dell’immane assortimento disponibile. Si avrà uno strumento che va oltre al miraggio”.

“Importante è anche saper leggere le etichette con gli ingredienti elencati e saper distinguere tra informazioni utili e non”, avverte infine l’autrice, firma di un volume che permetterà al lettore di farsi molte domande e diventare davvero responsabile di un acquisto fatto nell’esclusivo interesse del proprio benessere.

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