Domenica, 24 Ottobre 2021
Soldi

Da oggi aumentano le bollette di luce e gas: quanto paghiamo in più

Scattano dal 1 ottobre 2021 gli aumenti delle tariffe per luce e gas decisi da Arera, con l'elettricità che segna un rincaro record del +29,9% e il gas che crescerà del +14,4%. Ridimensionato l'impatto per 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese, ma la stangata c'è e si farà sentire

Oggi 1 ottobre 2021 scattano gli aumenti delle tariffe per luce e gas decisi da Arera, con l'elettricità che segna un rincaro record del +29,9% e il gas che crescerà del +14,4%. Ridimensionato l'impatto per 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese. Senza la misura dell'esecutivo infatti le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento superiore al 45% della bolletta dell’elettricità e di oltre il 30% di quella del gas.

Le associazioni dei consumatori stimano in circa 340 euro la maggiorazione annuale cui dovrà fare fronte ogni singola famiglia. L'impatto degli aumenti tariffari che scatteranno domani infatti sarà pari a +183 euro per la luce, +155 euro per il gas, per un totale di 338 euro: "Aumenti record mai registrati prima in Italia, e che verranno attuati nonostante le misure di contenimento adottate dal Governo", commenta il Codacons. ''La maggiore spesa che dovranno affrontare gli italiani per le forniture di energia, unitamente all'escalation dei prezzi al dettaglio che si sta registrando nel nostro paese, rischia di avere effetti pesanti sui consumi - lancia l'allarme il presidente Carlo Rienzi - Le famiglie reagiranno infatti alla stangata riducendo gli acquisti e contenendo le spese, con conseguenze negative per la ripresa economica. Per tale motivo ribadiamo al richiesta al Governo di intervenire in modo strutturale sulle bollette, perché quanto fatto finora non basta a risolvere il problema del caro-energia".

Per chi aumentano le bollette

Qualcuno sarà toccato solo marginalmente dai rincari, qualcuno invece in pieno. Il decreto contro il rincaro delle bollette c’è, ma la stangata sarà evitata solo in parte. Di fatto gli aumenti saranno praticamente azzerati per le oltre 3 milioni di persone che beneficiano del bonus energia: nuclei che hanno un Isee inferiore a 8265 euro annui; nuclei familiari numerosi (Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli); percettori di reddito o pensione di cittadinanza; utenti in gravi condizioni di salute, utilizzatori di apparecchiature elettromedicali.

Per circa 6 milioni di piccolissime e piccole imprese (con utenze in bassa tensione fino a 16,5kW) e per circa 29 milioni di clienti domestici, sono invece azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema, per il quarto trimestre 2021. 

Capitolo gas: per circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del bonus sociale gas sono tendenzialmente azzerati gli effetti del previsto aumento della bolletta. Per tutti gli altri utenti l'Iva oggi prevista al 10 e al 22% a seconda del consumo, è portata al 5% e gli oneri di sistema sono azzerati. Per il provvedimento anti-stangata sono stati stanziati oltre tre miliardi, di cui due miliardi per 'tagliare' gli oneri di sistema, evitando il rincaro delle bollette di luce e gas, 480 milioni per sterilizzare l'Iva al 5% sui consumi di gas metano e altri 450 milioni per rafforzare il bonus sociale (finora l'Iva è stata al 10%).

Il taglio degli oneri sulle bollette è stato parzialmente compensato con l'utilizzo di una quota di 700 milioni di euro provenienti dalle aste delle quote di emissione di CO2, mentre altri 500 milioni arriveranno dal trasferimento alla cassa per i servizi energetici e ambientali. Il bonus sociale, come spiegavamo sopra, è rivolto "ai clienti domestici economicamente svantaggiati ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute" e servirà ad azzerare gli effetti dei rincari.

"Aumento bollette rischia di strozzare la ripresa"

Api sta monitorando con grande preoccupazione l'escalation congiunturale dei prezzi del gas e dell'energia, che oramai sono sempre più insostenibili. "In questi giorni abbiamo assistito all'ennesima impennata dei prezzi in borsa elettrica (Pun) e di quelli dei futures a breve termine, che hanno superato i 200 euro/MWh, valori mai visti! Si tratta di un dato circa quattro volte superiore a quello che stanno pagando le nostre imprese oggi", sottolinea il presidente di Api, Paolo Galassi. "Togliere circa 25 euro/MWh di oneri aiuta ma non risolve, soprattutto per le aziende energivore per le quali erano già ridotti. Ancora una volta si tratta di misure tampone che non contribuiscono a gestire concretamente la situazione. Inoltre, anche il gas, almeno fino alla primavera 2022, costerà quattro volte tanto", spiega ancora. Ma cosa chiedono, quindi, le pmi al Governo? "Di intervenire in Europa promuovendo azioni sinergiche dato che anche per Spagna, Germania e Francia i prezzi sono fuori scala rispetto ai loro standard", continua. "È necessario intervenire sugli approvvigionamenti dialogando in primis con la Russia. Ma non basta, infatti, bisogna cambiare le regole e quindi i costi dei permessi CO2 (sistema di scambio europeo 'Ets'), allentando temporaneamente il rigore progettato in un momento storico che oggi è anacronistico", ribadisce il presidente Galassi. "Infine, è fondamentale rivedere le regole interne alleggerendo alcuni privilegi, come ad esempio la remunerazione eccessiva delle fonti rinnovabili attraverso il meccanismo Pun orario, di fatto già incentivate, per altro si tratta di azioni che anche altri Stati, come la Spagna, stanno valutando", continua Galassi. "Vanno fatte delle scelte di politica energetica decisive, altrimenti i costi dell'energia proseguiranno nel moltiplicarsi rischiando di strozzare la ripresa delle pmi, che si trovano già in una fase molto delicata", conclude.

Con l'inflazione +775 euro a famiglia

L'inflazione "determinerà aggravi di +774,80 euro annui a famiglia: un aumento che per molti risulterà insostenibile, specialmente alla luce delle drammatiche conseguenze della pandemia". Lo sottolinea Osservatorio Nazionale Federconsumatori in base ai dati di settembre diffusi dall'Istat che certifica un tasso al 2,6% su anno, al top da ottobre 2012. "A crescere in maniera più marcata sono i costi dell'abitazione e delle bollette (+9,7%), destinati ad aumentare ulteriormente alla luce degli ultimi aggiornamenti tariffari. - sottolinea l'associazione dei consumatori - Un andamento estremamente preoccupante dal momento che pesa sulle condizioni di vita delle famiglie, specialmente quelle che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà. Inoltre tale crescita determinerà un aumento del fenomeno della povertà energetica che attualmente interessa l'8,8% delle famiglie". "E' fondamentale che il Governo intervenga disponendo interventi più incisivi sul fronte dell'energia: avviando un attento monitoraggio dei prezzi dei beni energetici e una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette (a partire da una attenta revisione dei famigerati oneri di sistema, come ipotizzato nel ddl Concorrenza) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l'addizione di un sistema di accisa mobile)" conclude Federconsumatori.

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