Italo, per Ntv è notte fonda: a rischio trecento lavoratori

Costi di gestione troppo alti e la concorrenza di Trenitalia: per la società di Italo è crisi nera. Ora trecento dipendenti rischiano la mobilità. E Gasparri "sfotte" via Twitter: querelato

ROMA - Il sogno è già finito? La prossima fermata sarà l'ultima? Forse è presto ancora per dirlo ma quel che è certo è che Ntv, la società Nuovo trasporto viaggiatori del treno ad alta velocità Italo, è con l'acqua alla gola.

Il debito complessivo del gruppo avrebbe toccato quota 781 milioni di euro con le perdite che, in due anni, sono arrivate a 156 milioni di euro. A pagare per primi potrebbero essere i lavoratori con quasi 300 dipendenti che rischiano di finire in mobilità dopo i contratti di solidarietà. 

Tante le cause del buco economico nella società fondata, tra gli altri, da Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle nel 2006. La concorrenza di Trenitalia, evidentemente, pesa. Così come pesa, e non poco, la spesa da 120 milioni di euro che Ntv deve sostenere annualmente per l'utilizzo della rete ad alta velocità. E il timore è che in futuro le cose possano peggiorare. Con l'ok al dl sviluppo del ministro Guidi, infatti, Della Valle e soci dall'anno prossimo si troveranno a pagare almeno quindici milioni di euro in più, per la fine del regime tariffario agevolato. 

Uno scenario, insomma, che non lascia presagire nulla di buono per la società arrivata a contare oltre sei milioni di passeggeri e con un fatturato comunque in crescita. Chi non sembra preoccuparsi minimamente è il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, che anzi - via Twitter - pungola Ntv. "Italo treno ma che promozioni, presto chiuderete", scrive il senatore di Forza Italia. E ancora: "Siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti venduti da Della Valle e Montezemolo". 

gasparri twitt-2

Affronti in piena regola ai quali i dirigenti di Ntv hanno deciso di reagire. "Ntv dato mandato ai propri legali - si legge in una nota - di assumere ogni opportuna iniziativa nei confronti del vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, autore di sconcertanti e reiterate dichiarazioni, a tutela della propria immagine e soprattutto di quella degli oltre 6 milioni di passeggeri che nonostante la sorprendente posizione contraria assunta da un'alta carica istituzionale hanno scelto e continueranno a scegliere Italo".

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La società ha continuato, dicendosi "dispiaciuta e sorpresa che il vicepresidente del Senato, una delle più importanti istituzioni del Paese, si scagli contro una società privata che faticosamente sta cercando di affermare nel trasporto ferroviario ad Alta velocità i principi della concorrenza . I tweet di Maurizio Gasparri - conclude Ntv - contro l’acquisto dei biglietti Italo sono la conferma della considerazione che la politica dà alla liberalizzazione del trasporto ferroviario".

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