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Sabato, 4 Febbraio 2023
Economia

I giornalisti tra precarietà e sfruttamento: “8 su 10 sotto la soglia di povertà”

L'allarme arriva da Nicola Marini, presidente nazionale dell'Odg: “Va cambiata la legge sull'accesso all'Ordine”. Su Grillo: “Frase sgradevole, se la poteva risparmiare”

Pagamenti a click, articoli da 5 euro e contratti di collaborazione che 'mascherano' il lavoro fatto in realtà. Sono soltanto alcune delle opzioni lavorative che un giornalista italiano può valutare al giorno d'oggi e che hanno contribuito a trasformare questo mestiere in uno dei lavori più bistrattati e soggetti a sfruttamento.

“Una situazione devastante” come è stata definita da Nicola Marini, presidente nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che ha lanciato nei giorni scorsi un grido d'allarme per tutta la categoria: “Una grossa fetta degli iscritti all'Ordine percepisce uno stipendio lordo annuo inferiore ai 10mila euro e quindi al di sotto della soglia di povertà”.

Intervistato da Today, Marini ha fatto chiarezza su questi numeri e analizzato la situazione: “Siamo di fronte ad un quadro drammatico: dei 106mila giornalisti che fanno parte dell'Ordine, il 50% non è iscritto all'Inpgi, e già questa è una prima anomalia. Dei rimanenti 53mila il 65% viene definito 'freelance', che al giorno d'oggi è un modo diverso per dire precariato. Di questo 65%, 8 giornalisti su 10 percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà”. 

Le 'opportunità' di lavoro

Quello del giornalista diventa così un lavoro accessibile a pochi. Con questi stipendi 'da fame', gli aspiranti giornalisti sono costretti a fare una scelta: abbandonare il sogno o accontentarsi di quello che si trova in giro. Ma facendo una rapida ricerca sul web, saltano all'occhio decine e decine di annunci in cui la retribuzione è un optional o è talmente bassa da non permettere ad un qualsiasi individuo di 'sbarcare il lunario'. Ma su questi annunci 'farsa' l'Ordine può fare poco o niente, come confermato a Today dallo stesso Marini: “Monitorare tutti questi annunci è impossibile. Anche perché spesso non sono rivolti nello specifico a figure giornalistiche, ma chiedono ai candidati di saper fare un po' tutto, dal portavoce al comunicatore, fino all'esperto di social e marketing”.

Ma la realtà di questi lavori sottopagati non ha a che fare soltanto con piccole testate, esistono situazioni precarie anche in redazioni di quotidiani nazionali molto conosciuti, spesso soggetti ai controlli: “Gli accertamenti spettano all'Inpgi – commenta Marini – che controlla con che tipo di contratto vengono assunti i lavoratori. Dopo i controlli sono scattate anche le multe, il problema è che i giornali non le pagano”.  

“Con l'avvento di internet ci aspettavamo un miglioramento – continua il presidente nazionale dell'Odg - questo c'è stato dal punto di vista tecnologico, ma non da quello occupazionale. In Italia esistono più di 1.500 siti nativi digitali (non collegati ad un giornale cartaceo) alcuni dei quali vanno avanti con pochi giornalisti, pagati anche 200-250 euro al mese. Inoltre sul web, per la fretta e la pesante mole di lavoro, i giornalisti non riescono neanche a verificare le fonti, che dovrebbe essere la principale attività di questo mestiere”.

Le possibili soluzioni

Ma come si sta muovendo l'Ordine per porre rimedio a questa situazione drammatica per tutta la categoria? “L'idea di fare un contratto 'depotenziato' per i giornalisti  potrebbe essere una soluzione per agevolare le assunzioni 'legali', Ma la prima cosa che dobbiamo fare è un'altra. L'accesso all'Ordine è regolato da una legge emanata nel 1963, quindi vecchia di 54 anni e da cambiare. In questo mezzo secolo il mondo è cambiato e ancor di più il lavoro del giornalista, è assurdo che siamo ancora dipendenti da una norma così obsoleta”. 

E' proprio per porre attenzione su questo tema che Marini ha lanciato l'allarme: “Volevo rilanciare questo argomento proprio per rimettere al centro il problema occupazionale. Se aspettiamo che il Governo faccia qualcosa per migliorare questa situazione la vedo molto dura”. “La mia era una provocazione – ha aggiunto Marini – ma in questi anni ci siamo impegnati su vari fronti. Ad esempio per quanto riguarda la formazione, siamo riusciti a renderla gratuita, aumentando i corsi gratuiti e online. Un modo per aiutare anche gli iscritti che spesso non riescono neanche a pagare la rata annuale”.

"Grillo? Una frase sgradevole e volgare"

Sul finale dell'intervista il presidente Marini ha voluto commentare le parole di Beppe Grillo, che rivolgendosi ai cronisti ha detto “Vorrei mangiarvi soltanto per il gusto di vomitarvi”: “La frase è stata di una volgarità assoluta. E' preoccupante che il leader del Movimento 5 Stelle, uno dei più importanti del Paese, possa concedersi delle licenze così pesanti, che non colpiscono soltanto i giornalisti ma tutta la libertà di stampa. Un insulto sgradevole che infila il dito nella piaga di tutti quei giovani giornalisti che fanno questo mestiere sottopagati. Una frase spiacevole, se la poteva risparmiare”. E come dargli torto. 

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