Venerdì, 7 Maggio 2021
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Migranti, nel 2016 l'Italia ha speso 1,7 miliardi: "Dall'Ue solo 46 milioni di aiuti"

La Corte dei conti boccia il sistema di accoglienza e rileva come nel 2016 siano state accolte solo il 27% delle domande dei richiedenti asilo mentre il 56% degli sbarchi vede protagonisti migranti economici che spesso si rendono irreperibili

Migranti nella tendopoli denominata "Baobab Camp" nei pressi della stazione ferroviaria Tiburtina, Roma, 19 febbraio 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Quanto spende l'Italia per i migranti? Quali sono i costi dell'emergenza migratoria? Per dare una risposta a queste domande e distriscarsi tra costi reali e fantasma un utile aiuto arriva dai dati raccolti dalla Corte dei Conti. Nel 2016 l'Italia ha speso 1,7 miliardi di euro per l'accoglienza dei migranti. Lo afferma la Corte dei conti nella delibera numero 3 del 2018 approvata lo scorso 7 marzo 2018, pubblicata oggi. 

I magistrati contabili hanno sottolineato come nel 2016 il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo, gestito dal ministero dell'interno ha registrato impegni finanziari per complessivi 1,7 miliardi senza includere i costi indiretti.

1,29 miliardi sono i costi sostenuti per la prima accoglienza, 266 milioni per la seconda accoglienza e 111,5 milioni per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Migranti, l'aiuto dell'Ue? Vale solo il 2%

L'Unione Europea, ha contribuito con finanziamenti per 46,8 milioni che rappresentano soltanto il 2,7% rispetto all'onere gravato sul bilancio dello Stato.

L'Unione europea ha contribuito a sostenere le politiche di accoglienza tramite le erogazioni effettuate, nel 2016, dall'agenzia “Frontex” per 8,1 milioni e dal Fondo asilo, migrazione ed integrazione (Fami) per 38,7 milioni.

Mancati ricollocamenti: danno da 700 milioni di euro

I magistrati contabili inoltre sottolineano come ai dati dei costi per la prima accoglienza devono aggiungersi il costo che il nostro Paese ha sostenuto per le mancate ricollocazioni di migranti negli altri Stati europei che,  alla data del 15 ottobre 2017, ammonta a non meno di 762,5 milioni.

Migranti economici e richiedenti asilo: quanti sono

Negli ultimi venticinque anni sono state presentate 641.320 domande di asilo, di queste oltre 123mila sono nel 2016. Nel corso del 2016 sono sbarcate sulle coste dell'Italia meridionale oltre 181mila persone . Gli stranieri presenti nelle strutture d'accoglienza al 31 dicembre 2016 erano 176.554, concentrati maggiormente in Lombardia e, poi, nel Lazio, in Piemonte, in Veneto, in Campania e in Sicilia
Nel 2016 le domande esaminate dalle apposite commissioni sono state 91.102: di esse, circa il 56 per cento, provenienti da “migranti economici”, è stato respinto ed il 4 per cento ha riguardato soggetti resisi irreperibili. Delle domande accolte (36.660), solo il 13 per cento ha avuto come esito il riconoscimento dello status di rifugiato, mentre il 35 per cento ha riguardato soggetti cui è stata riconosciuta una protezione sussidiaria ed il 52 per cento una protezione umanitaria.

migranti quanti sono

Nell'infografica realizzata da Centimetri i dati del Viminale sugli sbarcati di migranti sulle coste italiane. ANSA/CENTIMETRI

Corte dei conti: sistema accoglienza non sostenibile

La Corte dei conti fa le pulci al sistema di accoglienza messo in piedi dall'Italia rilevando come il sistema dei richiedenti asilo, così come oggi è strutturato, presenta una serie di criticità tra cui i contrasti con le comunità locali e i tempi burocratici troppo lunghi. 

  • il ricorso alle strutture temporanee di prima accoglienza, che, nel 2015, sono risultate 2.332 sparse sul territorio, richiede una più pregnante verifica degli standard di ricezione, anche per una migliore gestione di possibili resistenze delle comunità locali;
  • i tempi di esame e di decisione dei ricorsi per la definizione delle richieste di protezione internazionale appaiono ancora troppo lunghi, sebbene l’amministrazione abbia raddoppiato il numero delle commissioni territoriali competenti;
  • l’attuale incapacità da parte del Ministero di tracciare la presenza e gli spostamenti dei richiedenti asilo, anche da una struttura all’altra, rende evidente la necessità di fornirsi di un adeguato sistema informativo capace di monitorare l’equa distribuzione sul territorio nazionale dei soggetti interessati, stante anche l’urgente necessità di prestare attenzione ai dati sui minori, la cui realtà effettiva è solo parzialmente conosciuta;
  • nel quadro di una governance territoriale partecipata, le verifiche e i monitoraggi da parte del Ministero dell’interno nei tavoli di coordinamento circa l’attivazione degli hub regionali, quali centri di prima raccolta, appaiono insufficienti.

Soldi a pioggia per l'accoglienza, senza controllo

Dai magistrati contabili le critiche più dure arrivano anche dal punto di vista dei costi con i cosidetti fondi per l'accoglienza con i famosi trenta euro riconosciuti agli enti pubblici per ciascun immigrato accolto.

in assenza di apposite selezioni pubbliche ed in modo quasi “automatico”, sono stati riconosciuti ai comuni e ad altri enti pubblici gli importi massimi previsti (30 euro pro capite e pro die per gli anni 2014 e 2015 e 30 euro o 35 euro per l’anno 2016), senza aver svolto alcun tipo di controllo e solo acquisendo mere autocertificazioni da parte loro.

Esiti delle domande di asilo esaminate nel biennio 2015-2016

richiedenti asilo-3

Spesa per le commissioni di asilo dal 2000 al 2016

spesa commissione asilo-2

Presenze di immigrati e impegni di spesa

spese migranti-2

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