Martedì, 20 Aprile 2021

Pensioni, assegni futuri più bassi a causa del crollo del Pil? Come stanno le cose

La quota contributiva di chi lascerà il lavoro negli anni a venire potrebbe essere più bassa a causa di un meccanismo che lega il coefficiente di capitalizzazione all'andamento dell'economia. La Uil: "Il governo deve intervenire"

Foto di repertorio

Pensioni più basse a causa del crollo del Pil? La Uil chiede al governo di metterci una pezza. Ne avevamo parlato ieri: la crisi innescata dal coronavirus influenzerà l'importo degli assegni futuri. La riduzione interesserà solo la parte contributiva degli assegni di chi lascerà il lavoro negli anni a venire. Tutta "colpa" di un meccanismo, introdotto dalla riforma Dini nel 1995, che lega il coefficiente di capitalizzazione all'andamento del Prodotto Interno Lordo. Questo coefficiente viene calcolato tenendo conto della media delle variazioni del Pil nell’ ultimo quinquennio. Se l’economia crolla, la rivalutazione sarà minore. E l’assegno sarà più basso rispetto a quanto preventivato.

In che modo il Pil influenza le pensioni

Se il Pil dovesse crollare di otto punti, gli effetti sulle pensioni future (non quelle in essere) potrebbero essere abbastanza pesanti. "Il Messaggero" ha calcolato che un lavoratore che ha iniziato a versare i contributi nel 1980 e che va in pensione nel 2023 potrebbe perdere anche 45 euro lordi su un assegno di 2.700 euro. Il taglio sarà sostanzioso anche per i lavoratori che andranno in pensione nel 2022 in quanto la rivalutazione contributiva sarà influenzata dal Pil di quest’anno. Molto ovviamente dipenderà dalla capacità del Paese di reagire alla crisi economica alle porte.

Pensioni, Uil: "Sterilizzare gli effetti negativi della caduta del Pil"

Ma i sindacati iniziano già a farsi sentire. Per Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, "il governo deve sterilizzare subito gli effetti negativi che la caduta del Pil ha sulle pensioni future". "Se da una parte la rivalutazione del montante contributivo dei futuri pensionati non può essere inferiore all'1%, a seguito delle modifiche del 2015 è altresì vero che eventuali differenze saranno recuperate negli anni successivi con effetti negativi sul futuro previdenziale dei lavoratori", sottolinea.

"Parallelamente gli effetti della crisi impatteranno anche sulla rivalutazione delle pensioni in essere", aggiunge. "Per questo, la Uil chiede da subito al Governo di intervenire sia per il calcolo della rivalutazione del montante contributivo sia per l'individuazione dell'indice di rivalutazione delle pensioni erogate. Questo è un primo modo concreto di aiutare i pensionati presenti e futuri".

Pensioni, così la crisi innescata dal coronavirus influenzerà l'importo degli assegni futuri

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