Pensioni di invalidità, tra aumenti promessi e controlli a raffica: come stanno le cose

"Adegueremo le pensioni di invalidità attualmente ferme a 278 euro", annuncia Salvini, come aveva fatto Di Maio prima di lui. Fino al termine del 2019 l'Inps attua una verifica straordinaria su centinaia di migliaia di trattamenti. Facciamo il punto della situazione

Le pensioni di invalidità tornano al centro del dibattito: "Adegueremo le pensioni di invalidità" attualmente ferme a 278 euro. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a "Cartabianca", sottolineando che "non useremo i soldi europei. Ma se mio figlio ha fame, io non gli nego il panino". Annuncio acchiappa-consenso, ma anche di innegabile buonsenso da un certo punto di vista: però è molto difficile traslare tale annuncio in realtà. Perché la coperta è corta, e trovare i fondi non sarà semplice. 

Da anni l'Unione Europea chiede all’Italia una riduzione della spesa previdenziale e assistenziale, ma il governo ritiene che sia possibile aumentare le pensioni di invalidità. Non è una battaglia prettamente leghista: infatti anche l'altro vicepremier Luigi Di Maio aveva promesso in passato un incremento degli importi. Il tema è molto complesso, perché il problema è alla radice. Senza girarci intorno: il problema sono i tanti falsi invalidi. Come ricorda Anffas Onlus (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) "il fenomeno delle false invalidità colpisce innanzitutto le politiche a favore di chi disabile lo è davvero. La concessione di invalidità false è stata alimentata per anni come strumento per la conservazione della clientela politica, o come risposta - inappropriata e mafiosa - alla miseria".

Pensioni di invalidità: controlli fino al 31 dicembre 2019

Come è stato annunciato mesi fa, fino al termine del 2019 l'Inps attua una verifica straordinaria su centinaia di migliaia di invalidi per accertare se le condizioni di salute, oppure i redditi posseduti, corrispondono ai requisiti stabiliti dalla legge. Si procede con la massima attenzione, e con la dovuta sensibilità, perché sono coinvolte fasce "deboli" della popolazione. I controlli vengono effettuati sugli invalidi di età compresa tra i 18 e i 78 anni, come prevede il decreto 112/2008. Li fa la stessa Inps: esclusi da eventuali controlli sono i residenti nelle province di Aosta, Trento e Bolzano (dove ci sono norme diverse), anche i minori di età e i soggetti affetti da patologie irreversibili. 

I controlli sugli invalidi civili sono a campione: impossibile infatti controllare uno per uno i due milioni e mezzo di trattamenti che vengono pagati regolarmente. Inevitabile che le verifiche saranno più stringenti e capillari dove la percentuale di invalidi è molto alta se confrontata con il numero di residenti. Le visite sono svolte da apposite commissioni mediche, anche sulla base dei fascicoli sanitari degli interessati che le varie Asl sul territorio dovranno consegnare all'Inps.

Come ricordava qualche tempo fa Vittorio Spinelli su Avvenire, le verifiche sui redditi "che sono indipendenti dalle dichiarazioni degli invalidi fatte sui modelli Red" devono accertare se l'invalido possiede redditi superiori ai limiti annuali prescritti, a partire dall'anno 2005. Queste operazioni saranno eseguite direttamente dagli uffici Inps, attingendo anche ai dati sui redditi gestiti dal ministero delle Finanze".  E poi ancora: saranno utili le informazioni fornite dalla Motorizzazione civile per individuare gli invalidi in possesso di una valida patente di guida, in modo da poter procedere a ulteriori controlli supplementari.

Pensioni di invalidità: a chi spetta, requisiti e informazioni

La pensione di invalidità è un diritto: in tutte le moderne democrazie occidentali si è affermato da tempo il principio della protezione dei cittadini affetti da minorazioni fisiche o psichiche, come previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e accolto dall'articolo 38 della Costituzione italiana, che garantisce il diritto al mantenimento e all'assistenza sociale "a tutti i cittadini inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari per vivere".

Le categorie che possono accedere alla protezione dell'invalidità civile sono i mutilati e gli invalidi civili, i ciechi e i sordi, gli affetti da talassemia e drepanocitosi. Il grado minimo di riduzione permanente della capacità lavorativa, per la qualifica di invalido civile, è un terzo (33%) determinato in base alla tabella, approvata con decreto del Ministro della Salute del 5 febbraio 1992:

Percentuale di invalidità Benefici ottenibili
fino al 33% Nessun riconoscimento
dal 46% Iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l'Impiego per l'assunzione agevolata
dal 33% al 73% Assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali
dal 66% Esenzione ticket sanitario
Dal 74% al 100% Prestazioni economiche

Le cronache spesso sono dominate, quando si parla di pensioni di invalidità, dagli scandali che riguardano i falsi invalidi. E questo è un problema grosso, perché si diffonde nella società una visione distorta della situazione: le denunce danneggiano anche i tanti veri invalidi di cui si parla pochissimo. L'auspicio è che su un tema così delicato agli annunci si preferisca un approccio più concreto.

Pensioni di invalidità 2019: cambiano gli importi e i limiti di reddito

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