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Domenica, 5 Febbraio 2023
Le criticità

Perché l'Italia viene considerata l'anello più debole in Europa

Secondo un sondaggio del Financial Times nove economisti su 10 pensano che l’Italia sia il paese della zona euro più suscettibile a una crisi del debito

Il governo Meloni sembra non gradire troppo la politica di rialzo dei tassi decisa dalla Bce per contrastare l’inflazione. L’operato della presidente Christine Lagarde è stato duramente criticato dalla stessa premier Meloni, ma anche da Salvini, Tajani e Crosetto. Perché il presidente del Consiglio parla di un "rialzo dei tassi senza senso" e perché l’Italia teme la politica restrittiva della Bce?

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La guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi dell’energia hanno fatto lievitare l’inflazione in tutta Europa, Italia compresa, proprio mentre l’economia iniziava a riprendersi dagli effetti negativi della pandemia. Per frenare la spirale al rialzo dei prezzi la Banca centrale europea è dovuta intervenire con un aumento dei tassi d’interesse senza precedenti. Il costo del denaro è passato così da zero al 2,50% in soli sei mesi (2% quello sui depositi). La politica restrittiva aggressiva della Bce è stata fortemente criticata dal governo italiano di centrodestra, a partire proprio dalla premier Giorgia Meloni che ha parlato di "rialzi dei tassi senza senso".

Nella conferenza stampa di fine anno, invece, ha detto: "La Bce ha una sua autonomia che rispettiamo, ma nella situazione in cui ci si trova sarebbe meglio evitare scelte peggiorative e sarebbe utile gestire bene la comunicazione, altrimenti si rischia di generare, non panico, ma fluttuazioni sui mercati che vanificano il lavoro che i governi fanno quotidianamente".

In occasione dell’ultimo rialzo dei tassi deciso dalla Bce il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha dichiarato che "è incredibile, sconcertante e preoccupante che mentre c’è un governo che sta facendo di tutto per aumentare stipendi e pensioni e tagliare le tasse, la Bce, in un pomeriggio di metà dicembre, approvi una norma che brucia miliardi di euro di risparmi in Italia e in tutta Europa facendo schizzare lo spread". Torna dunque l'incubo spread.

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Gli effetti dei rialzi dei tassi sull’Italia

L’ultimo rialzo del costo del denaro, infatti, ha provocato un innalzamento dello spread tra i tassi di rendimento dei Btp decennali italiani e tedeschi, mettendo in allerta gli investitori sulla capacità di solvibilità del debito da parte dello Stato italiano. Se il costo del denaro aumenta, infatti, aumentano anche gli interessi che l’Italia dovrà pagare sul debito, e sappiamo bene che ne abbiamo molto (145,4% il rapporto debito/Pil stimato per il 2022) nonostante il governo Meloni si sia impegnato a far scendere il rapporto deficit/Pil dal 5,6% del 2022, al 4,5% nel 2023 e al 3% nel 2024. Tutto questo spiega le recenti dichiarazioni dei nostri politici e perché, come ha sintetizzato Tajani, "non è positivo per l’Ue e per l’economia reale italiana alzare i tassi di interesse".

Purtroppo molti economisti pensano che l’Italia sia il paese della zona euro più suscettibile a una crisi del debito e questa non è una bella notizia. La pensano così ben nove economisti su 10 secondo un sondaggio del Financial Times. Ma perché l’Italia viene vista come l’anello più debole in Europa? Perché oltre ad avere un debito molto grande, la Bce ha deciso di ridurre gli acquisti di titoli di stato dei paesi membri. Chi comprerà il nostro debito? Chi sarà disposto a ‘rischiare’ se le cose dovessero mettersi male per l’Italia? E potrebbe succedere, visto che le prospettive di crescita economica per il 2023 non sono affatto buone e che la Bce vuole continuare ad alzare il costo del denaro fino a metà 2023.

In poche parole stiamo volando senza paracadute, ci resta solo il Tpi, ovvero lo "scudo anti-spread" che gli stati membri possono richiedere solo se si è in linea con il Patto di stabilità, e il Mes che la Meloni ha "giurato con il sangue" di non volere. 

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