Lunedì, 14 Giugno 2021
Ambiente

Clima, Ban Ki-moon: "Trattative a passo di lumaca", Parigi è l'ultima chiamata

A tre giorni dalla riprese dei negoziati a Bonn, il segretario delle Nazione Unite accende i riflettori sulle responsabilità dei grandi del pianeta nei confronti dell'ambiente e lancia l'ultimatum: è arrivato il momento di contenere le temperature

Non c'è più tempo. Bisogna intervenire per arrestare l'innalzamento delle temperature nel pianeta Terra. Sono mesi che il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ripete queste parole come fossero un mantra. Questa volta lo ha fatto, nel corso di un'intervista rilasciata a Le Monde, a tre giorni dalla riprese, a Bonn, in Germania, dei negoziati preliminari in vista della XXI Conferenza mondiale sul clima (COP21) che si terrà a dicembre a Parigi. 

Stavolta i toni sono ancora più duri. Ban Ki-moon ricorda che "dal Summit di Rio (1992) in poi non è stato fatto alcun passo avanti concreto: "Quanto tempo dobbiamo attendere ancora? La scienza è chiara. Vediamo le ripercussioni dei cambiamenti climatici ormai in tutti i paesi. Le trattative avanzano a passo di lumaca, ma tutti sanno ormai che Parigi è la scadenza ultima".

Il segretario generale delle Nazioni Unite è ottimista sulla conclusione di un accordo internazionale che permetta di contenere l'innalzamento delle temperature in corso. Almeno quattro gli stacoli importanti da superare: "In primo luogo il livello delle ambizioni. Secondo, la natura giuridica dell'accordo, se vincolante o meno. In terzo luogo, la questione delle responsabilità cosiddette "comuni ma differenziate"; da ultimo la questione chiave dei finanziamenti".

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