La Carta di Bologna: le 5 priorità per una mobilità urbana nazionale nuova

Dopo tre giorni di discussione si sono chiusi gli Stati Generali della Mobilità Nuova. Ecco le priorità emerse che dovrebbero trovare risposte nel piano del Governo

Una pista ciclabile (foto d'archivio)

Un piano nazionale del Governo per la mobilità urbana che metta al centro un programma di medie e piccole opere diffuse in favore di pedoni, ciclisti e trasporto pubblico; l’impegno a riprendere presto l’iter di approvazione della riforma del Codice della Strada all’esame del Parlamento; la nascita dell’Associazione per la mobilità nuova che unisca le energie della Rete mobilità nuova e dei Comuni: sono i tre più importanti risultati con cui si sono chiusi gli Stati Generali della Mobilità Nuova di Bologna, dopo tre giorni di discussione che hanno coinvolto oltre 500 fra cittadini, tecnici, associazioni, imprese, amministratori locali e nazionali, tra cui il ministro dell’Ambiente Galletti e il Vice Ministro ai trasporti Nencini.

Il piano nazionale prenderà spunto dalla Carta di Bologna per la Mobilità Nuova, un documento programmatico per reindirizzare le politiche nazionali, regionali e locali in materia, che sarà presentato al più presto al ministro per le Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio e al Governo e che trova il suo fondamento nelle priorità segnalate dai cinque tavoli di lavoro (città, spazio pubblico, sicurezza, infanzia e turismo) degli Stati Generali. 

Cinque le priorità emerse: fissare a livello nazionale target di mobilità che obblighino i Comuni a portare sotto il 50% la quota di spostamenti individuali in auto all’interno del proprio territorio; cambiare il Codice della strada introducendo il limite dei 30 km orari nei centri urbani; vincolare alla realizzazione di opere per il trasporto pubblico locale, pendolare e non motorizzato almeno il 50% della spesa nazionale e regionale destinata alle infrastrutture per la mobilità; prevedere incentivi di natura fiscale per le aziende che promuovono l’utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta per gli spostamenti casa lavoro; adottare il sistema ISA (Intelligent Speed Adaption) come standard di sicurezza per il controllo e la limitazione della velocità delle automobili.

L’appuntamento ha delineato il presente e il futuro prossimo dei trasporti e della mobilità nelle città italiane, con un finale a sorpresa: la volontà comune espressa dai Comuni di Bologna, Milano e Torino e da Rete Mobilità Nuova di dare vita ad una Associazione per la mobilità nuova, un soggetto unitario che consolidi l’alleanza tra Comuni virtuosi e Associazioni, dando continuità e sviluppo all’azione della Rete.

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Gli Stati Generali della Mobilità 2016 si terranno a Torino. 

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