Venerdì, 7 Maggio 2021
“Guerra di frontiera” / Belgio

L'agricoltore che sposta di due metri il confine con la Francia: "Intralciava il trattore"

Protagonista un contadino belga della città di confine Erquelinnes. La delimitazione risale al 1819

Foto Facebook David Lavaux

Un agricoltore belga ha reso più grande il suo Paese, non con riferimento a meriti particolari ma proprio nel senso letterale del termine. Ha ridisegnato il confine del Belgio con la Francia spostando semplicemente un masso. Quella grossa pietra incontrata lungo la strada che percorreva con il suo trattore evidentemente gli era di intralcio e ha pensato bene di spostarla un po’ più in là, peccato che il ‘più in là’ fosse nella direzione della Francia risultata leggermente ‘ridimensionata’ nei suoi confini territoriali da quello che sembrava un piccolo gesto. 

Il confine con la Francia 

In realtà la pietra spostata, risalente al 1819, è una delle tante che hanno segnato il confine tra i due paesi da quando la Francia ha ridisegnato i confini in seguito alla sconfitta di Napoleone a Waterloo. Lungo il percorso ce ne sono tante, nel tempo sono state coperte dalla vegetazione ma poi gli storici locali le hanno riportato alla luce restaurandole e donando loro una nuova dimensione. È stato proprio uno storico, durante una passeggiata nella foresta vicino al villaggio belga di Erquelinnes, ad aver scoperto che la pietra non si trovava più al suo posto, ma che era stata spostata di 2,29 metri. Anche la recinzione perimetrale del contadino era stata spostata.

Le reazioni 

A darne comunicazione, in tono scherzoso è stato David Lavaux, il sindaco di Erquelinnes che con un post su Facebook ha chiarito il ‘mistero’ spiegando che “il confine del 1819 è stato spostato, il Belgio e il nostro comune sono stati ampliati; i francesi non sono d'accordo, ovviamente. Dovremo rimettere le cose a posto". Una battuta per stemperare gli animi perché quella che può essere derubricata ad una semplice bravata o alla scarsa conoscenza della storia e della geografia, in realtà avrebbe potuto scatenare un incidente diplomatico o anche un conflitto tra i Paesi. Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Bousignies-sur-Roc, paese francese a confine con Erquelinnes che ha fatto capire di non aver molto gradito, pur comprendendo evidentemente che l’episodio non era frutto di cattiva intenzione.

La commissione di frontiera inattiva dal 1930

"Dovremmo essere in grado di evitare una nuova guerra di confine", ha detto a La Voix du Nord Aurélie Welonek, sindaco di Bousignies-sur-Roc. Una battuta liquidata con il sorriso, ma che cela la necessità di trovare una soluzione. Soluzione che è stata annunciata dal collega sindaco confinante, Lavaux: “Se l'agricoltore mostra buona volontà, non avrà problemi, risolveremo la questione amichevolmente”. La palla, o potremmo dire la pietra, ora passa al contadino belga. Se non si attiene, la questione potrebbe essere portata dinanzi al Ministero degli Esteri belga, che potrebbe dover convocare una commissione di frontiera franco-belga, inattiva dal 1930, per regolare l'esatta delimitazione del confine. L’agricoltore potrebbe anche affrontare un’accusa penale.

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