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Lunedì, 4 Marzo 2024
LIBIA / Libia

Primo ministro libico Zeidan rapito e poi liberato da ex ribelli armati

Una brigata di ex ribelli libici, la Camera dei rivoluzionari di Libia, ha rivendicato "l'arresto" di Zeidan, motivando l'azione con il presunto ruolo recitato dal suo governo nella cattura di Abu Anas al Libi, uno dei leader di al Qaeda, da parte delle truppe speciali americane

E' stato liberato il premier libico Ali Zeidan, che era stato rapito questa mattina all'alba da un commando armato ed è stato "condotto verso una destinazione sconosciuta": lo ha annunciato il governo di TripolI, lanciando ai cittadini un appello "alla calma".

Secondo quanto riferito da alcune tv panarabe, Zeidan sarebbe stato prelevato da un albergo di Tripoli. "Il capo del governo di transizione, Ali Zeidan, è stato condotto verso una destinazione sconosciuta, per ragioni sconosciute, da un gruppo" di uomini che sarebbero ex ribelli, ha indicato l'esecutivo in un breve comunicato sul suo sito internet.

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Una brigata di ex ribelli libici, la Camera dei rivoluzionari di Libia, ha rivendicato "l'arresto" di Zeidan, motivando l'azione con il presunto ruolo recitato dal suo governo nella cattura di Abu Anas al Libi, uno dei leader di al Qaeda, da parte delle truppe speciali americane. La brigata per la lotta contro il crimine, che dipende ufficiosamente dal ministero dell'Interno, ha precisato di "detenere il capo del governo Zeidan" e che sarà "trattato bene".

Zeidan ERA stato prelevato dal Corinthia Hotel, dove risiedeva. Un dipendente dell'hotel ha descritto l'episodio come un "arresto". "Un grande numero di uomini è entrato nei luoghi dove si trovava. Ma non abbiamo ben capito cosa stava succedendo", ha commentato un altro dipendente.

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LA DINAMICA DEL SEQUESTRO

Ci sono molti punti da chiararire nel sequestro del primo ministro libico Ali Zeidan, avvenuto questa mattina a Tripoli. Un gruppo di ex ribelli legati alle autorità governative, "la Camera per le operazioni rivoluzionarie di Libia", ha rivendicato "l'arresto" avvenuto "sotto la legge penale libica " e "su richieta della procura generale". Ma il responsabile della comunicazione del premier, Amel Jerary, non vede molta chiarezza e teme il peggio: "Ho paura, a questo punto: nulla è veramente chiaro. Non ho informazioni su come è accaduto, ma sono sicuro che le persone che hanno fatto questo sono state preparate molto bene", ha spiegato ad al Jazeera.

Il suo arresto, si legge sul sito internet dell'emittente panaraba al Jazeera, giunge dopo il comunicato del segretario di Stato Usa John Kerry sulla cattura dell'ex leader di al Qaeda al Libi. Nel comunicato Usa si precisava però che "il governo libico non era al corrente dell'operazione". Gli ex ribelli, invece, ritengono che l'esecutivo libico abbia recitato un ruolo di primo piano per agevolare la cattura di al Libi.

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Secondo la "Cellula per le operazioni rivoluzionarie di Libia", Zeidan è stato "arrestato" conformemente agli articoli del codice penale libico che riguardano "crimini e delitti pregiudizievoli per la sicurezza dello Stato". Il Consiglio dei ministri, da parte sua, ha riferito sulla sua pagina Facebook di "non essere al corrente di una revoca dell'immunità o di alcun ordine di arresto".

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