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Mercoledì, 25 Maggio 2022
La decisione

Caso camici, prosciolto Fontana: "Il fatto non sussiste"

Il governatore lombardo e altre 4 persone erano state accusate di frode in pubbliche forniture

Nessun processo per il presidente della Lombardia Attilio Fontana per il caso camici. Lo ha deciso il gup di Milano Chiara Valori sostenendo che "il fatto non sussiste". Il governatore lombardo e altre 4 persone erano state accusate di frode in pubbliche forniture per il caso dell'affidamento nell'aprile 2020 da parte della Regione di una fornitura, poi trasformata in donazione, da circa mezzo milione di euro di 75 mila camici e altri dpi a Dama, società del cognato Andrea Dini.

Tra 15 giorni le motivazioni

Il giudice, prosciogliendo tutti e 5 gli imputati con il "non luogo a procedere perché il fatto non sussiste" ha deciso che non è necessario un processo nemmeno per lo stesso Dini, per Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, rispettivamente ex dg e dirigente di Aria, centrale acquisti regionale, e per Pier Attilio Superti, vicesegretario generale della Regione.

Secondo l'accusa, in base al contratto del 16 aprile 2020 la società Dama di proprietà di Dini avrebbe dovuto fornire 75mila camici e altri 7mila set di dpi per un importo di 513mila euro. Per i pm, però, una volta emerso il conflitto di interessi (la moglie di Fontana, Roberta Dini, aveva il 10% di Dama), gli indagati avrebbero tentato "di simulare l'esistenza" dall'inizio "di un contratto di donazione" per lo meno per i 50mila camici già consegnati e la restante parte, però, 25mila 'pezzi', non arrivò più ad Aria. Da qui l'accusa di frode in pubbliche forniture. Accusa che oggi è stata cancellata dalla decisione del gup.

Nessun illecito né penale né civilistico, hanno sempre sostenuto i difensori del governatore, Jacopo Pensa e Federico Papa, bensì una fornitura che si è trasformata in donazione e che ha consentito alla Regione "di risparmiare 513 mila euro".

Le reazioni della Lega sul proscioglimento di Fontana

Appresa la notizia Fontana ha detto ai suoi legali di essere “felice e commosso" per il proscioglimento mentre il difensore di Andrea Dini, cognato del governatore, ha dichiarato: "Sono molto soddisfatto per il provvedimento, perché rende finalmente giustizia a Dini e certifica che egli ha agito sempre animato dalle migliori intenzioni e unicamente con il proposito di dare una mano alla Regione Lombardia, in un momento di estrema difficoltà. Non avevo alcun dubbio che un attento esame della vicenda avrebbe consentito di riconoscere la correttezza dell'operato di Dini".

La Lega attacca la sinistra e la Rai. "Dopo mesi di fango e bugie - ha commentato in una nota il segretario della Lega Matteo Salvini - sono stati restituiti onore e dignità ad Attilio Fontana, alla Lega, alla Regione e a tutti i cittadini lombardi. Siamo ancora più determinati a lavorare per il bene del territorio e aspettiamo le scuse di tutti quegli esponenti di sinistra che per troppo tempo hanno insultato e oltraggiato una persona perbene, la Lega e le istituzioni lombarde".

"Dopo tutto il fango che trasmissioni come Report hanno mandato in onda in più puntate, ci aspettiamo che vengano trasmessi altrettanti servizi per parlare con la stessa enfasi comunicativa del proscioglimento odierno – scrivono in una nota i senatori della Lega in commissione di vigilanza Rai Simona Pergreffi, Giorgio Maria Bergesio e Umberto Fusco - E' un clamoroso buco nell'acqua della sinistra e dei cinque stelle. Il minimo che possono fare per rendere onore al servizio pubblico sono le scuse in diretta".

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