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Lunedì, 4 Marzo 2024
Partite perse

Expo 2030, il governo Meloni lascia sola Roma: a Parigi va solo il ministro Abodi

Si assegna l'esposizione universale del 2030 ma per l'ultimo appello c'è solo il sindaco Roberto Gualtieri e il ministro dello sport Abodi. In pole Arabia Saudita e Corea del Sud

Ultim'ora: a Riad l'Expo 2030, Roma solo terza 

Le ultime speranze di Roma per aggiudicarsi l'Expo 2030 è affidata a tre donne testimonial e a Israele che avrebbe deciso di ritirare il suo sostegno alla candidatura dell'Arabia Saudita - viste le dure critiche di Riad nei confronti di Gerusalemme per la guerra in corso a Gaza - sostenendo invece la candidatura dell'Italia a ospitare l'esposizione universale in programma tra sette anni.

L'ultimo atto andrà in scena domani 28 novembre a Parigi dove a dar manforte al Comitato promotore ci saranno l'atleta paralimpica Bebe Vio, l'attrice Sabrina Impacciatore e Trudie Styler, moglie di Sting, attrice, attivista per i diritti umani e ambasciatrice dell'Unicef. Tutte interverranno domani all'assemblea generale del boureau international des exposition che dovrà scegliere tra le tre città candidate: Roma, Riad e Busan.

expo 2030 paesi candidati

Per Roma una sfida difficilissima contro gli 8 miliardi spesi dall'Arabia Saudita e il grande entusiasmo della Corea del Sud. Il governo italiano non sarà neppure a Parigi a sostenere l'ambasciatore Giampiero Massolo: con il comitato organizzatore al Palais des Congrès d'Issy ci sarà solo il sindaco Roberto Gualtieri, accompagnato dal ministro dello sport Andrea Abodi e dalla vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli.

Chi ci appoggia, chi no, chi forse

Era stato il 28 settembre 2021 l'allora presidente del Consiglio Mario Draghi a ufficializzare la candidatura di Roma all'Expo 2030, ora si chiudono i giochi: i 182 delegati del BIE avranno quattro tasti da premere, in forma segreta. Roma corrisponde al numero 2, l'astensione al 4. In caso di ballottaggio, ci saranno circa 15 minuti di ulteriore campagna, dove tutto potrà succedere, prima di scegliere tra le due candidate rimaste. L'obiettivo mai celato dal comitato romano è quello di arrivare al ballottaggio e giocarsi il tutto per tutto. 

Roma non sa ancora esattamente su quanti voti potrà contare. C'è chi dice 50, chi dice di più. Sicuramente servirà impedire ai sauditi di raggiungerne 120 al primo turno, quota che permetterebbe Mohamed Bin Salman di esultare senza ulteriori contrattempi. Il principe saudita in questi mesi ha intensificato molto l'attività diplomatica in tutto il mondo, investendo fior di petrodollari in sponsorizzazioni e accordi ovunque. I bene informati assicurano che l'Africa sarà abbastanza decisiva, data la quantità di Stati che compongono il continente. Il territorio è stato battuto con costanza dalle tre candidate, anche dalla Corea del Sud, per questo saranno gli africani con ogni probabilità ad avere il boccino in mano. Roma può contare su alcuni buoni rapporti, anche se dal comitato nessuno si sbilancia nel fare nomi.

La verità è che ai romani l'expo non piace abbastanza

Per ora l'Italia può essere abbastanza certa dei voti di Stati Uniti, Brasile, Germania, Slovenia, Serbia, Bosnia e Croazia, una buona parte dei governi di centro America e Caraibi. Ma non della Francia (ci appoggia la città di Parigi grazie ai rapporti tra la sindaca Anne Hidalgo e Roberto Gualtieri, non il governo) e della Grecia, entrambe promesse a Riyadh. Non si sono espresse Spagna e Portogallo. 

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