Venerdì, 7 Maggio 2021

Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone: "Olesya mi somiglia ma aspetto il Dna"

Il mistero della bimba sparita nel 2004 e della ragazza russa ritrovata in un campo e senza genitori: la storia della pista nomade

Oggi Repubblica in un articolo a firma di Alessandra Ziniti torna su Denise Pipitone, sparita nel 2004 mentre giocava sotto casa a Mazara del Vallo, e sulla madre Piera Maggio, che non ha mai smesso di cercarla. Dopo il video di Chi l'ha visto? che mostrava le somiglianze tra Piera Maggio e Olesya Rostova, che nel 2005 è finita in un orfanotrofio in Russia dopo essere stata ritrovata insieme a una donna di etnia rom che però non era sua madre. 

"Voglio rimanere con i piedi per terra — dice Piera Maggio al quotidiano — con una cauta speranza, ma senza illudermi più di tanto perché in questi anni ho imparato che illudersi non porta a nulla. Abbiamo chiesto l’esame del Dna, l’unico che può fugare ogni dubbio. E intanto ringrazio quanti ci sono vicini, quanti in questi anni non hanno dimenticato Denise". 

Olesya, non ha mai avuto documenti, non sa quando e dove è nata. Della sua infanzia ricorda solo un lungo viaggio in treno ed una donna rom, che pensava fosse sua madre, che la portava a chiedere l’elemosina davanti a una chiesa. Ma nel 2005, quando la polizia fermò la donna con la bambina, si scoprì che non era sua figlia. La bimba, circa 5 anni, finì in un orfanotrofio e poi fu affidata una famiglia

L'avvocato Giacomo Frazzitta, che assiste Piera Maggio, è fiducioso: "Ci basta un whatsapp per sapere se coincide con quello di Denise, ma ancora non arriva — dice il legale —. I contatti con la Russia non sono facili. Se entro oggi non avremo una risposta interesserò l’ambasciata italiana a Mosca. È l’unico elemento preliminare che ci serve per sapere se andare avanti o se anche questo sarà un falso allarme". Anche tra Olesya e Piero Pulizzi, il padre naturale di Denise con cui Piera Maggio (sposata con Antonino Pipitone) aveva avuto una relazione, c’è una certa somiglianza. E poi c'è un ricordo sulle indagini:

La pista nomade era stata la prima a essere battuta dopo la scomparsa della piccola. Un mese dopo una guardia giurata, a Milano, riprese una bimba (che Piera Maggio ritenne di riconoscere con certezza) in compagnia di una donna nomade. Lei la chiamava «Danas». E la piccola rispondeva in italiano: «Dove mi porti?».

Forse era l'inizio del viaggio con destinazione Mosca?

Fonte: La Repubblica →
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