Venerdì, 14 Maggio 2021
La paura nel paradiso caraibico / Saint Vincent e Grenadine

Le navi da crociera che hanno evacuato l'isola minacciata da una mega eruzione

Gli abitanti dell'isola di Saint Vincent nei Caraibi si sono dati alla fuga dopo l'eruzione del vulcano La Soufrière

L’isola caraibica di Saint Vincent, posta tra Grenada e Barbados, è stata evacuata oggi in tutta fretta a causa di un continuo movimento nel cratere di La Soufrière, il vulcano più giovane e settentrionale dell'isola. L’annuncio è stato dato con un tweet del primo ministro Ralph Gonsalves che ha messo in moto, insieme al governo, una delle più grandi e rapide operazioni di evacuazione degli ultimi tempi. Sono circa 16mila gli abitanti considerati a ‘rischio’, 7mila quelli che abitano nelle cosiddette zone rosse a nord est e nord ovest dell'isola, per intenderci quelle che sarebbero state colpite maggiormente dall’eruzione vulcanica. Sono stati invitati tutti a lasciare le proprie case.

Lo stato d'allerta 

Lo stato di allerta è iniziato mercoledì a causa di un'attività sismica nei pressi del cratere. In seguito sono stati i ricercatori che monitorano le attività del vulcano ad annunciare di aver rilevato del magma che si muoveva verso la sua superficie. Da lì la preoccupazione diventata di ora in ora più palpabile e che si è tradotta poco dopo, dopo la conferma dei ricercatori, nell’ordine di evacuazione immediato. Trattandosi di un’isola, la via di fuga più rapida e numericamente più importante è rappresentata dal mare. Per questo sono state utilizzate diverse navi da crociera. Le imbarcazioni hanno raggiunto la zona a tempo di record per ospitare temporaneamente a bordo coloro che hanno dovuto lasciare di fretta le proprie abitazioni.

La storia del vulcano 

Tanta è stata, ed è ancora, la paura. E comprensibilmente, dal momento che ‘La Soufrière’ non è un vulcano dall’intensa e frequente attività, anzi era fermo dal 1979. La sua più grande eruzione si era registrata nel 1902 e in quella circostanza uccise oltre 1600 persone.  Quando si è sparsa la voce si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Da un lato le compagnie marittime che hanno messo a disposizione le navi crociera per dare conforto e fornire un’ospitalità rapida agli sfollati. Dall’altra la macchina della solidarietà. Ad offrirsi di ospitare e fornire un’assistenza più prolungata agli sfollati sono state anche le isole di Barbados e Santa Lucia.

La difficoltà dell'evacuazione 

Operazioni, si diceva, rese più complicate dal fatto che si tratta di un’isola e che quindi gli abitanti non possono autonomamente cercare una via di fuga e poi c’è da fare i conti con la pandemia da Coronavirus che sta interessando il mondo intero. Tutto questo, con protocolli da rispettare, rende la situazione più difficile. La notizia dell’eruzione è stata data alle 8.41 dal centro di monitoraggio caraibico UWISeismic, dell’Università delle Indie Occidentali, sempre con un tweet confermando in questo modo che lo stato d’allarme lanciato dal primo Ministro aveva purtroppo – come evidenziato anche dai ricercatori – un fondamento. Al momento le ceneri emesse dal vulcano hanno raggiunto alcune delle località più vicine dove permane anche lì lo stato di allerta.

Fonte: nbcnews →
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